Anche per il 2026 è operativo l’Accordo territoriale sul tempo determinato, sottoscritto da Confcommercio con Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil della provincia di Reggio Calabria, in attuazione delle previsioni del Contratto Collettivo Terziario, Distribuzione e Servizi.
Fino al 30 settembre sarà attiva la finestra temporale che consente alle imprese del terziario di attivare contratti a termine in regime di flessibilità regolata, funzionale alla gestione dei picchi di attività connessi alla stagionalità, in particolare nei contesti a maggiore vocazione turistica.
L’intesa si configura come uno strumento di contrattazione di secondo livello, espressione della piena rappresentatività delle parti sociali, che interviene in modo puntuale sulla disciplina del lavoro a termine, ampliando gli spazi di utilizzo consentiti dal quadro normativo. In tale ambito, la flessibilità è ricondotta entro un perimetro definito e condiviso, in grado di garantire certezza applicativa, sostenibilità organizzativa e tutela sostanziale dei lavoratori.
Il testo è il risultato del confronto tra Confcommercio Reggio Calabria, rappresentata dal presidente Lorenzo Labate e dal direttore Fabio Giubilo, e le Organizzazioni Sindacali rappresentate dai segretari provinciali di Filcams CGIL, Valerio Romano, Fisascat CISL, Annarosa Marrapodi, UILTuCS UIL e Sabrina De Stefano, nonché del dialogo con l’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Reggio Calabria, presieduto da Flaviana Tuzzo.
La disciplina trova applicazione nelle imprese del commercio operanti in molti comuni della Città Metropolitana di Reggio Calabria e nei diversi comparti del terziario, dalla distribuzione al commercio internazionale fino ai servizi collegati.
“In un momento cruciale per il sistema economico locale, caratterizzato dall’avvio della stagione turistica – evidenzia il direttore provinciale di Confcommercio, Fabio Giubilo – l’accordo territoriale rappresenta una concreta opportunità per le imprese, che possono programmare e gestire i picchi di attività con strumenti flessibili ma certi, evitando soluzioni improvvisate e garantendo al contempo piena regolarità nei rapporti di lavoro.
Le recenti misure introdotte dal Decreto Lavoro si muovono nella stessa direzione: rafforzano il ruolo delle organizzazioni comparativamente più rappresentative e valorizzano i contratti collettivi come riferimento per assicurare condizioni di lavoro eque, contrastando il dumping contrattuale e promuovendo una concorrenza sana tra le imprese.
È proprio in questo quadro che la flessibilità regolata nel terziario dimostra tutta la sua efficacia: consente di coniugare in modo equilibrato le esigenze organizzative delle imprese con la tutela sostanziale dei lavoratori, garantendo diritti, trasparenza e qualità dell’occupazione. Un modello che sostiene la competitività del territorio e contribuisce a rendere più stabile e affidabile il mercato del lavoro, soprattutto nei periodi di maggiore intensità produttiva”.
