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Artico a Tris TV: “Reggina, si fatica a gestire la pressione. Servirebbe uno come Foti”

di Paolo Ficara – Un tuffo al cuore. Proprio questa l’espressione più volte ripetuta, nel corso del collegamento di Fabio Artico su Tris TV. Tra tutti i calciatori che hanno indossato la maglia della Reggina per meno di dieci mesi, nessuno è più amato di lui in riva allo Stretto. Ben 15 le reti, dal suo arrivo in amaranto al termine del girone d’andata, con cui contribuì alla prima storica promozione in Serie A nella stagione 1998-99.

Il collegamento inizia con una foto, pubblicata dalla pagina Mi Ricordo Da Bambino su facebook, che ritrae lo stesso Artico abbracciato a Davide Possanzini dopo un gol al Cesena: “Colpo al cuore? Forse è un colpo basso – sorride Artico di gusto – Sono passati (quasi, ndr) 30 anni da quella fotografia. Con chi mi sento tuttora? Con Lillo Foti, ogni due o tre mesi. Rapporto di fiducia e rispetto. Ho sentito Davide (Possanzini, ndr) qualche giorno fa, siamo entrambi ai box e ci siamo confrontati un’oretta abbondante. Spesso mi sento con Fabio Di Sole. Tre anni fa, ho lavorato con Simone Giacchetta a Cremona. E poi Briano, Orlandoni, Massimo Campo, Ziliani, e con Fabio Firmani visto che ora fa l’agente. Abbiamo una chat tutti assieme, dove a volte commentiamo delle vecchie foto e facciamo battute”.

A Fabio Artico viene chiesto dove potrà arrivare Possanzini come allenatore: “Davide ha un’idea forte di calcio. Può arrivare ad alto livello. Il Mantova è rimasto in Serie B, grazie alle idee di Davide. I momenti negativi sono quelli che ti fanno crescere. Nell’amarezza dell’esonero, so che saprà cogliere qualcosa di positivo che gli tornerà utile nella carriera”.

Immancabile un ricordo dell’avventura da centravanti della Reggina: “Quando arrivai a Reggio, l’aria non era buonissima. Eravamo quintultimi e perdemmo 4-2 a Treviso. Poi vincemmo 3-0 con la Reggiana – rammenta Artico a Tris TV – E vittoria dopo vittoria, abbiamo acquisito consapevolezza di quel che potevamo fare. Rimanendo fino alla fine in alta classifica. Squadra fatta da giocatori che non avevano questi sogni. Ma il Granillo è diventata la nostra arma vincente”.

Artico vede Lillo Foti sulla scia di quanto rappresentato da Costantino Rozzi ad Ascoli e Romeo Anconetani a Pisa: “Lillo è stato un esempio di gestione e di valorizzazione, riuscendo a costruire un’identità che ha portato la Reggina a fare 10 anni di Serie A. Una realtà che all’epoca faceva fatica anche a stare in B. Ha costruito rapporti solidi. Rientra tra i nomi dei presidenti che hanno scritto pagine importanti del calcio italiano”.

Poi Artico si sofferma sulla Reggina attuale: “La Reggina e Reggio Calabria devono confrontarsi con un calcio diverso, con tutto il rispetto per la Serie D. Ovvio che è una categoria difficile e complessa. Ho notato che alle prime difficoltà, fanno fatica a gestire la pressione. Gli sforzi della società non sono bastati per il salto di categoria. L’anno scorso, la Reggina è rimasta giù per un punto. Quest’anno, l’inizio non è stato in linea con le attese. Sicuramente hanno sbagliato qualcosa. Mi permetto di dire che ci vorrebbe più programmazione, vedo che si cambiano spesso allenatori e giocatori”.

Falcomatà, l’imprenditoria locale, ma anche Gianni Infantino. Più figure di spicco hanno nominato, negli ultimi mesi, proprio Lillo Foti in ottica Reggina: “Sarebbe bello, romantico, un tuffo al cuore il ritorno di Lillo alla Reggina. Dopodiché, non so se il presidente è d’accordo – sostiene il ds Artico –  Qualche anno è passato, non so se ha voglia di tornare sul ring. Ma a Reggio Calabria sicuramente servirebbe uno come Lillo Foti”.

L’augurio finale: “Magari veniamo io e Davide a fare coppia, direttore e allenatore. Veniamo a divertirci di nuovo a Reggio. Non so dove si firma, ma sto scherzando. Sarebbe un sogno”.

 

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