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Sparo contro Centro sociale di Aranceto, Fiorita incontra la presidente Mantelli: “Solidarietà piena e incondizionata”

Il candidato sindaco Nicola Fiorita ha incontrato questo pomeriggio Isolina Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà, che nel quartiere Aranceto gestisce il centro sociale, oggetto nelle scorse ore di una azione intimidatoria.

“Un episodio gravissimo – ha detto Fiorita – che ci ha imposto un gesto immediato di solidarietà, verso Isa e tutti gli operatori che da anni, noi lo sappiamo bene e non certo da oggi, si spendono quotidianamente per l’inclusione sociale e per contribuire a costruire un futuro migliore alla comunità. Un presidio di competenza e umanità, spesso lasciato solo a combattere battaglie che sono diventate difficilissime da condurre a causa dell’indifferenza generale, lì dove, al contrario, ci sarebbe bisogno del sostegno di tutti, a cominciare dalle Istituzioni. Realtà come il Centro Calabrese dovrebbero moltiplicarsi su un territorio come il nostro e invece le si lascia sole, in balìa di chi, al contrario, vorrebbe che scomparissero per continuare a controllare indisturbato il territorio.

Solidarietà piena e incondizionata – ha aggiunto Fiorita – ma anche quel poco di concreto che può essere fatto, almeno per ora. I nostri consiglieri comunali, Nunzio Belcaro e Daniela Palaia, hanno subito inoltrato una pec al sindaco affinché venga installato con la massima urgenza un sistema di videosorveglianza presso il centro sociale, che funzioni se non altro da deterrente verso i malintenzionati. Lo sappiamo, è una goccia nel mare ma coltiviamo la speranza di poter fare di più, domani. Sappiamo che il malgoverno delle periferie finisce per portare a questi risultati, finisce per far circoscrivere tutto a una questione di ordine pubblico ma le cose non stanno in maniera così semplice. Il contrasto diretto alla criminalità è una funzione istituzionale fondamentale ma al governo sociale e politico del territorio spetta il compito complesso e impegnativo di andare oltre. Ed è qui che le classi dirigenti a Catanzaro hanno fallito l’obiettivo. L’episodio di Aranceto è solo l’ultimo di una serie di segnali che seminano inquietudine tra i cittadini, che non vivono solo di economia o di qualche opera pubblica, buona per far tagliare il nastro al politico di turno. E neppure vivono di sola propaganda elettorale”.

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