“In questi giorni si è discusso della proposta della CGIL Calabria di posticipare l’apertura delle scuole a causa delle alte temperature. È una proposta che nasce da una preoccupazione concreta e comprensibile: garantire condizioni adeguate a studenti, docenti e personale scolastico. Proprio per questo, crediamo sia utile affrontare la questione con attenzione, provando a guardare anche oltre l’emergenza immediata.
C’è innanzitutto un aspetto da considerare: posticipare l’apertura dell’anno scolastico significherebbe necessariamente intervenire anche sul calendario complessivo. E questo ci porta a interrogarci su cosa potrebbe accadere nei mesi di giugno, o addirittura nei primi giorni di luglio, quando le temperature nelle nostre città saranno presumibilmente ancora più elevate. Il rischio è quello di trovarci nuovamente di fronte allo stesso problema.
C’è poi la questione delle famiglie. Posticipare l’inizio dell’anno scolastico significa prolungare il periodo nel quale migliaia di genitori devono organizzare la gestione dei propri figli dopo la fine delle ferie. Per chi lavora, questo può significare ricorrere a campi estivi, servizi privati o altre soluzioni, con un ulteriore aggravio economico per famiglie che già oggi devono sostenere costi importanti per la crescita e l’istruzione dei propri figli.
Questo non significa, però, sottovalutare il problema delle temperature nelle scuole. Al contrario: se il cambiamento climatico rende sempre più frequenti condizioni di caldo estremo, dobbiamo porci seriamente il problema di come rendere i nostri edifici scolastici adeguati alle nuove condizioni.
Come Sinistra Italiana – Federazione di Cosenza riteniamo quindi che, accanto alle eventuali misure contingenti che possono essere valutate dalle istituzioni e dal mondo della scuola, sia necessario lavorare su soluzioni concrete, strutturali e di lungo periodo.
Perché non partire, ad esempio, da un grande piano di efficientamento energetico degli edifici scolastici? Perché non prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici, accompagnandola con interventi di isolamento e riqualificazione energetica?
In questo modo potremmo affrontare contemporaneamente due problemi: il comfort degli studenti e dei lavoratori della scuola e il costo dell’energia. Le risorse prodotte dagli impianti fotovoltaici potrebbero contribuire ad alimentare sistemi efficienti di climatizzazione, garantendo ambienti adeguati sia durante i mesi più caldi sia durante quelli più freddi.
E ancora: perché non sviluppare vere comunità energetiche intorno agli edifici pubblici e scolastici? Il surplus di energia prodotto potrebbe essere condiviso e utilizzato dalle amministrazioni pubbliche, contribuendo a ridurre la spesa energetica e liberando risorse da destinare proprio ai servizi pubblici.
Queste non sono utopie. Sono interventi possibili, già sperimentati in diverse realtà e coerenti con la necessità di affrontare seriamente la crisi climatica.
Il cambiamento climatico non è più una prospettiva lontana. È già qui e sta modificando le nostre città, il nostro modo di vivere e anche il modo in cui dobbiamo concepire i servizi pubblici. Per questo, a nostro avviso, non basta intervenire soltanto sul calendario scolastico: dobbiamo mettere in campo una strategia capace di rendere le scuole più resilienti e adeguate alle condizioni climatiche del presente e del futuro.
La sinistra dovrebbe fare proprio questo: guardare più lontano.
Dobbiamo avere la capacità di confrontarci con le preoccupazioni che arrivano dal mondo della scuola, dalle famiglie, dai lavoratori e dalle loro rappresentanze, trasformandole in proposte capaci di affrontare le cause strutturali dei problemi.
Difendere la scuola pubblica significa anche renderla sicura, moderna, efficiente e adeguata alle nuove condizioni climatiche.
Non possiamo chiedere ai nostri ragazzi e a chi lavora nella scuola di adattarsi passivamente a un clima che cambia. Dobbiamo invece adattare le nostre scuole al cambiamento climatico.
Le soluzioni esistono. Servono volontà politica, investimenti e una visione di lungo periodo.
È tempo che la sinistra torni a proporre e progettare, senza rinunciare al confronto con chi ogni giorno vive la scuola e ne conosce le difficoltà.
Perché se vogliamo davvero cambiare il futuro, non possiamo limitarci a spostare il calendario.
Dobbiamo cambiare il modo in cui costruiamo il nostro futuro”.
Così in una nota:
Segreteria Regionale Sinistra Italiana – AVS
Segreteria Provinciale Sinistra Italiana – AVS Federazione di Cosenza.
