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Inchiesta “Breakfast”: rigettata sorveglianza speciale per Matacena “per mancanza di attualità”

La Corte d’Appello di Reggio Calabria ha rigettato la richiesta dell’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale avanzata dalla Procura di Reggio Calabria nei confronti di Amedeo Matacena, l’ex parlamentare di Forza Italia oggi latitante e gia’ condannato per concorso esterno con la ‘Ndrangheta nel processo “Olimpia”. Nello stesso provvedimento con il quale i giudici di secondo grado hanno dissequestrato un immobile a Miami, negli Stati Uniti, di proprieta’ dell’ex moglie dell’imprenditore, Chiara Rizzo, la Corte d’Appello ha rigettato “per mancanza di attualita’” la proposta depositata dalla Dda di sottoporre alla sorveglianza speciale Amedeo Matacena, difeso dall’avvocato Enzo Caccavari. In primo grado, nel 2019, il Tribunale di Reggio Calabria aveva accolto la proposta dalla Dda disponendo 5 anni di sorveglianza speciale nei confronti dell’ex deputato coinvolto nell’inchiesta “Breakfast”. Con la decisione di oggi, il presidente Bruno Muscolo e i giudici a latere Caterina Asciutto e Vincenzo Cefalo ribaltano quella decisione. “Trattasi di condotte – e’ scritto nel decreto – contestate al piu’ sino al 2014 (data di emissione dell’ordinanza cautelare), ovvero cinque anni prima della data di emissione del decreto applicativo. Le condotte sintomatiche di appartenenza risalgono agli anni ’90 e si arrestano al piu’ all’anno 2000, per come ricavabile dalle dichiarazioni del collaboratore Umberto Munao’; mentre le condotte sintomatiche di pericolosita’ specifica si arrestano al piu’ al 2014, e non sono supportate da alcun elemento comprovante una perdurante pericolosita’ rinvenibile solo nella contestata attribuzione fittizia, senza che possa assumere rilevanza, sine tempo, il permanere della situazione antigiuridica conseguente alla condotta criminosa, specie in assenza di qualsivoglia condotta ulteriore riferibile al proposto”.

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