Si è conclusa con uno straordinario successo di partecipazione l’evento “Trame di Libertà”, tenutosi presso la Biblioteca Comunale di Filadelfia in occasione della Giornata Internazionale della Donna. Una sala gremita ha accolto con grande entusiasmo la riscoperta di 18 artiste straordinarie, le cui biografie sono state per troppo tempo oscurate dalla narrazione ufficiale della storia dell’arte.
L’iniziativa, nata dalla sinergia tra l’Amministrazione comunale, l’Assessorato alla Cultura, la Commissione Pari opportunità e la Biblioteca, ha offerto al pubblico un punto di vista inedito sul contributo femminile alla storia dell’arte. Dalle pioniere rinascimentali come Artemisia Gentileschi, passando per le “luci del Settecento” come Clara Peeters e Plautilla Bricci, fino alle visionarie dell’astrattismo come Hilma af Klint e alle ribelli del Novecento come Vivian Maier, il racconto si è snodato attraverso quattro “trame” narrative che hanno messo in luce il genio, la tenacia e la capacità di rottura di queste donne.
«Vedere una sala così viva e partecipe è la prova di quanto sia profondo il bisogno di cultura e di giustizia storica nella nostra comunità», ha sottolineato l’Assessore alla Cultura Veronica Gugliotta, che ha curato l’evento con il fondamentale supporto di Mariarosa Anello (Istituzione Biblioteca) e Liliana Campisano (Commissione Pari Opportunità).
A sottolineare il valore dell’iniziativa anche il sindaco di Filadelfia Anna Bartucca: «Eventi come questo dimostrano quanto la cultura possa essere uno strumento di consapevolezza e crescita civile. Restituire visibilità alle artiste dimenticate significa anche restituire dignità a una parte della nostra storia troppo a lungo rimasta ai margini. La grande partecipazione dei cittadini è un segnale forte: la nostra comunità ha voglia di conoscere, di riflettere e di costruire una memoria più giusta e inclusiva».
Il momento più partecipato della giornata è stato il “Tè Artistico”, durante il quale i presenti sono stati invitati a trasformare dei ventagli – storicamente simboli di riserbo e discrezione – in veri e propri manifesti di libertà, decorandoli e reinterpretandoli ispirandosi alle artiste raccontate durante l’incontro.
L’evento ha voluto essere una scintilla per una nuova volontà di approfondimento, offrendo ai cittadini non soltanto un momento celebrativo, ma un percorso critico capace di collegare il passato ai diritti del presente. L’attenzione rivolta alle 18 artiste non si esaurisce con la giornata dello scorso 8 Marzo, ma rimane come un invito permanente a riscoprire, tra le pagine della storia, le voci di chi ha lottato — spesso controvento — per affermare la propria identità creativa e i propri diritti.
