Il punto non è più soltanto portare una bottiglia in fiera. Il punto è aver capito, finalmente, che il vino da solo non basta se non sa raccontare la terra che lo genera. È qui che la Calabria cambia passo. È qui che Cirò e il cirotano si ritrovano al centro della nuova narrazione regionale. Ed è così che, grazie alla visione impressa dall’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo i prodotti del territorio si promuovono attraverso il prodotto-territorio, e quindi il vino cammina a braccetto ad esempio con Luigi Lilio, con il Calendario, con la Storia universale, con l’identità e più in generale con una visione che rende questo lembo di Calabria non solo più riconoscibile, ma anche più competitivo.
GRAZIE A REGIONE IL VINO DI CIRÒ CAMMINA INSIEME A LUIGI LILIO
A dirlo è il sindaco Mario Sculco, che rilancia le parole dell’assessore regionale Gianluca Gallo ribadite nel corso dell’inaugurazione della 58esima edizione del Vinitaly, in corso a Verona fino a domani mercoledì 15 aprile. Il Primo Cittadino è stato uno dei co-protagonisti del talk Il Merano Wine Festival a Cirò, tenutosi nella giornata inaugurale di domenica 12 aprile all’interno del Padiglione 12 Calabria – Dove tutto è cominciato. Un momento di confronto qualificato, moderato dal giornalista Rai Massimiliano Ossini, che ha visto la partecipazione, insieme a Sculco e Gallo, al presidente del Merano Wine Festival Helmuth Köcher, dei sindaci di Cirò Marina e Melissa e del consigliere regionale Sergio Ferrari. Un momento per il quale il Primo cittadino ringrazia oltre all’Assessore Gallo, il presidente Roberto Occhiuto e la presidente di ARSAC Fulvia Caligiuri per aver costruito un modello di promozione che tiene insieme produzione, racconto e visione, dentro un contesto che ha registrato una rinnovata attenzione nazionale e internazionale verso il sistema Calabria.
CIRÒ UNA DELLE MANIFESAZIONI PIÙ PLASTICHE DI QUESTA STRATEGIA
Ed è proprio Cirò – aggiunge – a rappresentare forse una delle manifestazioni più plastiche di questa strategia in corso. Perché qui il vino non si limita ad essere produzione di qualità, ma si aggancia a uno dei più forti Marcatori Identitari Distintivi (MID) della Calabria Straordinaria: Luigi Lilio, l’Italiano di Cirò che nel XVI secolo ha donato alla storia il Calendario che ancora oggi regola la vita civile della maggior parte del pianeta. In questo intreccio tra bottiglia e racconto, tra territorio e memoria, tra DOC e MID, si colloca anche la Primavera del Cirotano: una stagione nuova nella quale il vino diventa esperienza, il borgo diventa destinazione, la storia diventa valore aggiunto e la consapevolezza diventa fattore competitivo. E se tutto questo oggi accade lo si deve alla visione e determinazione dell’assessore Gallo.
VINITALY A SYBARIS È DIVENTATO UN MODELLO ORMAI ESPORTABILE
Il segnale, secondo il Sindaco, è ancora più forte perché arriva dentro un contesto che a Verona sta facendo scuola nazionale. Il modello Vinitaly and the City, già assunto dalla Calabria e calendarizzato quest’anno con un doppio appuntamento, a Reggio Calabria l’1 e il 2 giugno e di nuovo a Sybaris dal 17 al 19 luglio nella emozionante cornice del Parco Archeologico della Sibaritide, rappresenta infatti una formula capace di tenere insieme fiera, territori e racconto esperienziale. È la conferma che la promozione non passa più soltanto dallo stand, ma dalla capacità di far vivere un ecosistema identitario. E in questa Calabria più competitiva, Cirò può rivendicare di aver aperto insieme alla Regione Calabria una strada, trasformando il vino in linguaggio territoriale e il territorio in prodotto culturale ed economico.
