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CUAV, Bruno e i capigruppo del centrosinistra: “Prevenire la violenza intervenendo anche sugli uomini maltrattanti”

Rafforzare la rete calabrese dei Centri per uomini autori di violenza (CUAV), aumentare le risorse disponibili e costruire un sistema stabile di prevenzione capace di intervenire non soltanto dopo la violenza, ma anche sui comportamenti che la generano.

È questo l’obiettivo della mozione depositata all’attenzione del Consiglio regionale dal capogruppo di Tridico Presidente, Enzo Bruno, primo firmatario dell’iniziativa, sottoscritta anche dai capigruppo Ernesto Alecci (Partito Democratico), Francesco De Cicco (Democratici Progressisti), Filomena Greco (Casa Riformista – Italia Viva) ed Elisa Scutellà (Movimento 5 Stelle).

Un documento che sposta l’attenzione su un aspetto fondamentale delle politiche contro la violenza di genere: la necessità di affiancare alla tutela delle donne vittime di violenza anche percorsi efficaci rivolti agli uomini maltrattanti.

Nella mozione viene evidenziato come «la violenza di genere rappresenti una delle principali emergenze sociali, con dati nazionali e regionali che continuano a raccontare un fenomeno strutturale e diffuso» e come le politiche di contrasto non possano «limitarsi alla protezione delle vittime», ma debbano intervenire anche sulla prevenzione, anticipando comportamenti devianti e violenti e contrastando la permanenza degli stereotipi di genere.

Da qui il ruolo centrale attribuito ai CUAV, strutture che accompagnano gli uomini autori di violenza in percorsi di responsabilizzazione e cambiamento.

«I Centri per uomini autori di violenza – si legge nel documento – svolgono un ruolo fondamentale nel percorso di responsabilizzazione degli uomini maltrattanti, contribuendo anche alla riduzione della recidiva».

Un modello riconosciuto nelle strategie nazionali ed europee di contrasto alla violenza di genere, ma che in Calabria presenta ancora importanti criticità.

La mozione sottolinea infatti che «nella regione Calabria la rete dei CUAV risulta ancora insufficiente rispetto al fabbisogno territoriale e caratterizzata da risorse economiche limitate».

Per Bruno e gli altri firmatari serve quindi un salto di qualità nella programmazione regionale: garantire continuità economica ai centri, rafforzare le équipe professionali e costruire una rete realmente integrata tra servizi.

«L’efficacia dei CUAV è strettamente connessa alla continuità dei finanziamenti e alla stabilità delle équipe multidisciplinari», viene evidenziato nella mozione, richiamando la necessità di una collaborazione sempre più forte tra centri per uomini autori di violenza, centri antiviolenza, servizi sociali, sistema sanitario e autorità giudiziaria.

Il documento impegna quindi il Consiglio regionale ad aumentare in maniera significativa le risorse economiche destinate ai CUAV, assicurando finanziamenti stabili e continuativi, e a potenziare la presenza dei centri sul territorio regionale, con particolare attenzione anche alle aree interne.

Tra gli obiettivi indicati anche la formazione specifica degli operatori impegnati nei percorsi di trattamento, il monitoraggio dell’efficacia degli interventi e campagne di sensibilizzazione per far conoscere il ruolo dei CUAV come strumenti fondamentali nella prevenzione della violenza di genere.

Una battaglia che, secondo Bruno, Alecci, De Cicco, Greco e Scutellà, richiede una visione più ampia: proteggere le vittime resta la priorità assoluta, ma spezzare davvero il ciclo della violenza significa intervenire anche sulle cause, sui comportamenti e sui modelli culturali che la alimentano.

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