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Reggio, Gianfrancesco Turano presenta il libro “Pòlemos”

Domenica 15 Maggio 2022 ore 18.30, presso la Terrazza dell’Hotel Medinblu, Via Demetrio Tripepi 98 , si svolgerà la presentazione del libro Pòlemos di Gianfrancesco Turano , Giunti editore, 2022.

E’ a cura del Circolo Culturale “Guglielmo Calarco”- Coop. V. Veneto la prima presentazione in Calabria dell’ultima opera di Turano, pubblicata lo scorso mese di aprile, l’autore conversa con Angela Curatola, legge Cinzia Messina.

Matteo Nucci su Pòlemos scrive : “Dall’obbrobrio del monopensiero ci scuote oggi un romanzo che racconta con gli strumenti narrativi dei nostri tempi i primi anni di guerra del Peloponneso, dandoci la possibilità di rivitalizzare il nostro pensiero critico e guardare anche al nostro presente con una freschezza diversa. È raro che accada qualcosa del genere in letteratura. Ma la contingenza a volte aiuta libri pensati senza alcun intento se non quello letterario e la fortuna premia gli audaci.”

È il 429 avanti Cristo e la guerra fra Atene e Sparta è iniziata da due anni. Mirrina è un’adolescente ateniese in fuga dalla prigionia spartana. È fiera, scaltra, ansiosa di vendicarsi dei nemici che le hanno ucciso il padre. Procle è un giovane guerriero con l’ambizione di combattere fra i ranghi degli spartiati, l’élite militare più temibile di tutto il mondo antico, ma la sua origine non è trasparente come la legge degli Uguali esigerebbe. Milone da Crotone è un commediografo in cerca di fama che proviene dalle colonie greche d’Italia, come il gigantesco carrettiere Xantia, deportato e ridotto in schiavitù dall’oligarca Learco di Euristene. Le loro vite si incontrano nell’Atene di Pericle proprio quando la città meravigliosa è prostrata dalla peste e dall’assedio del re spartano Archidamo. Questa comitiva errante, unita da passioni brucianti, si muove sullo sfondo del conflitto per la supremazia tra le due polis dominanti dell’Ellade, tra aristocrazia e democrazia, tra imperialismo commerciale e militarismo schiavista, in un sistema di alleanze che si fanno e si disfano, travolgendo antiche fedeltà nella vendetta. In un quadro tumultuoso, dove prodigi irripetibili dell’arte e della filosofia convivono con massacri di ferocia inaudita, Gianfrancesco Turano ambienta il suo romanzo con prodigiosa capacità di rievocazione, tanto da farci dubitare che abbia vissuto in prima persona gli eventi di cui parla. Eventi che sono eterni: amori sensualissimi e spirituali, faide civili e agonismi olimpici, trame politiche e società segrete pronte a ogni tradimento per impadronirsi del potere.

Gianfrancesco Turano ha pubblicato il suo primo articolo su «Paese sera» nel 1979. Dopo la laurea in letteratura greca alla Statale di Milano, ha lavorato come traduttore per l’editore Giunti. Nel 1987 ha vinto il concorso per la Scuola di giornalismo Gino Palumbo del «Corriere della Sera». Nel 1989 è stato assunto al settimanale economico-finanziario «il Mondo» e dal 2009 lavora a «l’Espresso». Ha collaborato con il «Corriere della Sera», «Diario» e altri periodici. In campo letterario ha scritto vari testi teatrali e vinto il premio Ater-Riccione per la drammaturgia. Ha pubblicato diversi romanzi : Ragù di capra (2005), Catenaccio ! (2006), L’ultima bionda (2007), Remedia amoris (2009), Contrada Armacà (2013) e Salutiamo amico (2020)

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