La Calabria si colloca tra le regioni italiane con i maggiori ritardi nell’attuazione concreta dei progetti finanziati dal PNRR e dal PNC, soprattutto nella fase dei pagamenti e della realizzazione materiale degli interventi.
È quanto emerge dal Referto della Corte dei Conti sullo stato di avanzamento dei progetti affidati agli enti territoriali, aggiornato al 13 febbraio 2026. Pur a fronte di un significativo avanzamento complessivo a livello nazionale, con oltre il 79% delle risorse Pnrr trasferite dalla Commissione europea e più di 51 mila progetti conclusi, la traduzione operativa degli investimenti sul territorio presenta forti disomogeneità.
Nel quadro regionale, la Calabria si attesta su un livello di pagamenti pari al 29%, tra i più bassi d’Italia, insieme ad altre aree del Mezzogiorno come Campania (30,7%) e Sicilia (32,1%). Un dato che evidenzia come, pur in presenza di una quota rilevante di risorse destinate al Sud – pari al 43,5% del totale degli enti territoriali – la capacità di spesa e completamento degli interventi resti ancora limitata.
L’analisi mette in luce un divario significativo tra le diverse aree del Paese: il Centro-Nord registra performance più elevate, con Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige sopra il 50% di avanzamento dei pagamenti, mentre il Mezzogiorno fatica a trasformare le risorse in opere concluse.
Secondo il Referto, a livello nazionale il valore dei pagamenti resta inferiore alla metà del costo complessivo degli interventi, un elemento che solleva preoccupazioni sulla reale capacità di completamento dei progetti entro la scadenza del 30 giugno 2026.
Nel complesso, l’analisi su oltre 122 mila progetti evidenzia un sistema ancora caratterizzato da forti squilibri territoriali, con la Calabria tra le regioni che più risentono delle difficoltà nella fase esecutiva e nella trasformazione delle risorse in risultati concreti per cittadini e territori.
