“Non siamo stati mai pregiudizialmente contro ad un sistema di medicina territoriale e di prossimità articolato e che si poggia su una rete di Case di Comunità, ad una medicina vicina ai cittadini e ai territori, che garantisce il diritto alla cura e alla salute.
Ma il Governo con queste decisioni calate dall’alto non tiene conto delle difficoltà territoriali, soprattutto nella nostra Regione, dove la dotazione di ben 62 Case di Comunità, praticamente, in alcuni casi è solo sulla carta e in altri procede lentamente e non si possono prevedere tempi di attuazione. Per questo siamo stupiti, ma non tanto considerando la subalternità del Presidente Occhiuto ai dictat della sua parte politica nazionale, che lo ha portato persino al tradimento degli interessi dei calabresi approvando l’autonomia differenziata, dell’esultanza per “questo provvedimento liberale”.
L’Alleanza Verdi Sinistra della Calabria denuncia che:
⦁ Il ministro Schillaci di Fratelli d’Italia, già distintosi per il progetto di smantellamento del sistema sanitario pubblico e universalistico con la sua “riforma” del SNS, non ha neppure presentato alla conferenza delle regioni la bozza della sua proposta di legge, ha presentato delle slides, nel mentre le regioni chiedevano almeno una bozza prima di avviare la discussione.
⦁ Alla presentazione delle slides non sono stati invitati tutti i sindacati rappresentativi dei medici e naturalmente nessun coinvolgimento delle commissioni welfare di Camera e Senato (su un tema così importante il confronto sarebbe stato fondamentale).
⦁ Il centro della proposta, quello più controverso e che vede l’opposizione netta dei medici di base è il cosiddetto “modello a doppio canale”, che prevede una convenzione riformata che obbliga i medici ad un “debito organizzativo” e ad un utilizzo nel settore pubblico risulta confuso e contraddittorio e, soprattutto, prescinde dalle reali situazioni nel territorio.
⦁ Alcune regioni, quali la Toscana e la Puglia hanno già scritto accordi integrativi di buon livello. E’ questo forse il ruolo che debbono avere le Regioni, piuttosto che stare sempre a rimorchio di tutti i tentativi del Governo di demolire i diritti universali e destrutturare il nostro sistema che deve garantire pari opportunità e una sanità di prossimità e qualità per tutti i cittadini italiani.
⦁ Insomma, in una situazione in cui mancano le strutture sul territorio, nella quali il livello del conflitto è così alto, le scelte sono prese senza confronto, il rischio vero che si corre è il solo smantellamento di presidi di prossimità e riversare sui nosocomi e sui pronto soccorso tutto il bisogno di cure ed interventi che si manifestano sul territorio.
In Calabria, dove i dati di un’emergenza sanitaria evidente, tra i quali il 27% dei cittadini che ha rinunciato alle cure, che ha bisogno di interventi urgenti e radicali, a partire dal superamento del Piano di rientro dal debito accumulato, la contraddizione con una narrazione tutta propagandistica ed elettoralistica che racconta di miracoli è palese e chiara. Le cittadine e i cittadini, che credono sempre meno alle virtù miracolistiche del Presidente, imbattano quotidianamente con i Cup, le liste d’attesa e i tempi infiniti, l’esodo sanitario, una situazione drammatica, il ritiro dal territorio, la cancellazione di avamposti determinanti, soprattutto nelle aree interne, insomma l’eliminazione per due milioni di calabresi del Diritto alla Salute!!
Tutto questo è destinato a peggiorare con “gli accordi preliminari” per le Regioni del Nord, votato anche da Occhiuto e che apre le porte alla Autonomia Differenziata, ad una Sanità diversa a seconda del territorio in cui si vive, ad un diritto esigibile al nord e dai ricchi e negato alle aree povere del Paese e ai cittadini che non potranno permettersi di curarsi.
E’ SEMPRE PIU’ CHIARO CHE BISOGNA MANDARE A CASA QUESTE DESTRE CHE GOVERNANO L’ITALIA NEL SEGNO DELLE DIVISIONI TERRITORIALI, DELLE INGIUSTIZIE, DELLE TENTAZIONI AUTORITARIE, DEL DISASTRO ECONOMICO, FINANZIARIO, SOCIALE E CIVILE, DEL RIARMO E DELLE GUERRE”.
Così in una nota Fernando Pignataro, segretario regionale Sinistra Italiana – AVS.
