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Operazione Ginestra, il sindaco di Caloveto Mazza esprime solidarietà a Flavio Stasi: “Giustizia e garanzie devono camminare insieme”

Quando un sindaco, chiamato quotidianamente a portare sulle proprie spalle responsabilità, emergenze e destino amministrativo di un’intera comunità, viene raggiunto da una misura restrittiva della libertà personale, il rigore nell’accertamento dei fatti, la prudenza nella valutazione degli indizi e l’accuratezza nell’interpretazione delle carte giudiziarie assumono un significato ancora più delicato. Non si tratta di rivendicare privilegi per chi amministra, ma di ricordare quanto possano essere profonde, anche sul piano umano e istituzionale, le conseguenze di provvedimenti che precedono l’accertamento definitivo delle responsabilità.

 

MAZZA: VICINANZA E SOLIDARIETÀ AL COLLEGA FLAVIO STASI

È quanto dichiara il Sindaco di Caloveto Umberto Mazza, esprimendo vicinanza personale e solidarietà istituzionale al collega di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, destinatario di una misura cautelare agli arresti domiciliari nell’ambito dell’operazione Ginestra, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro. Una vicenda che impone rispetto per il lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, ma altrettanta attenzione al principio costituzionale della presunzione di innocenza, al diritto di difesa e alla distinzione fondamentale tra ipotesi accusatoria e responsabilità accertata.

 

ANGELO DONNICI, LA LEZIONE DI UNA VICENDA CHE NON POSSIAMO DIMENTICARE

Il pensiero del Primo cittadino torna inevitabilmente alla dolorosa esperienza del compianto Angelo Donnici, già Sindaco di Mandatoriccio, coinvolto nell’operazione Stige del 2018. La misura cautelare nei suoi confronti venne annullata dal Tribunale del Riesame, il successivo ricorso della Procura fu dichiarato inammissibile dalla Cassazione e nel settembre 2019 arrivò l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Una vicenda che segnò profondamente Donnici, sul piano personale, professionale e della salute, come egli stesso ebbe modo di raccontare. Il suo caso resta un richiamo concreto alla necessità di esaminare ogni elemento con il massimo scrupolo, prima che le conseguenze di una misura cautelare diventino un peso difficilmente rimediabile.

 

FU PROPRIO STASI A RICHIAMARE IL CASO DONNICI

C’è un elemento che rende oggi questa riflessione ancora più significativa. Fu proprio Flavio Stasi, nel gennaio 2023, in occasione della scomparsa di Donnici, a sollecitare pubblicamente una riflessione sull’utilità delle misure cautelari applicate all’epoca e sulle conseguenze che avevano prodotto sulla persona e sulla sua famiglia. Un richiamo che oggi assume un significato particolarmente attuale e che deve invitare tutti, al di là di ogni appartenenza politica, alla massima responsabilità nei giudizi.

 

GIUSTIZIA E GARANZIE DEVONO CAMMINARE INSIEME

La lotta alla criminalità organizzata, il rispetto della magistratura e la tutela della legalità rimangono principi irrinunciabili. Ma altrettanto irrinunciabile – conclude Mazza – deve essere la tutela della dignità delle persone, senza anticipare condanne né trasformare un’indagine in una sentenza pubblica. L’auspicio è che ogni circostanza venga chiarita con serenità e tempestività, restituendo a Flavio Stasi la possibilità di far valere pienamente le proprie ragioni. A lui, alla sua famiglia e alla comunità di Corigliano-Rossano va la nostra sincera vicinanza.

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