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Mileto, al via il secondo ciclo dei corsi gratuiti di italiano per migranti_ la Dante di Tropea presenta “Parole che uniscono”

Si chiama “Parole che uniscono” il progetto con cui la Dante di Tropea, Presidio Letterario, avvia a Mileto il secondo ciclo di corsi gratuiti di lingua italiana per persone immigrate.

Dopo l’esperienza della scorsa primavera, l’iniziativa si rinnova con un programma che affianca alla formazione linguistica incontri dedicati alla salute, alla sicurezza e alla conoscenza dei servizi del territorio.

Il primo appuntamento è previsto nella Sala consiliare del comune di Mileto per il 30 ottobre, con l’analisi dei bisogni formativi e la valutazione delle competenze dei partecipanti, necessarie per organizzare classi omogenee e adeguare le attività ai diversi livelli di preparazione. Seguirà l’inaugurazione ufficiale, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e delle realtà coinvolte, e l’avvio delle lezioni nel mese di novembre.

Due corsi gratuiti per complessive 80 ore

Il progetto comprende due percorsi di 40 ore ciascuno: uno di livello Pre A1/A1, rivolto a chi si avvicina alla lingua italiana, e uno A1/A2, destinato a chi desidera consolidare le conoscenze già acquisite.

I partecipanti provengono da diversi Paesi, tra cui Argentina, Pakistan, Cina, Marocco, Afghanistan e Messico.

La didattica privilegerà situazioni concrete, ovvero comunicare con uffici e servizi pubblici, comprendere semplici documenti, orientarsi sul territorio, affrontare appuntamenti e necessità quotidiane. Conversazioni, simulazioni ed esercitazioni accompagneranno l’apprendimento, valorizzando il confronto tra culture differenti.

Una particolare attenzione sarà riservata al linguaggio necessario per chiedere aiuto, descrivere un problema di salute e affrontare situazioni di emergenza.

Un progetto nazionale voluto dal presidente nazionale della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio

“Parole che uniscono” si inserisce nel progetto nazionale di insegnamento gratuito dell’italiano ai migranti, fortemente voluto dal presidente Andrea Riccardi e interamente finanziato dalla Società Dante Alighieri.

Avviata nel dicembre 2024 e già realizzata da diversi Comitati italiani, l’iniziativa interpreta la missione della Dante Alighieri attraverso un impegno che unisce promozione linguistica e responsabilità sociale.

L’obiettivo è offrire strumenti concreti di autonomia e partecipazione, riconoscendo nella conoscenza della lingua una condizione essenziale per favorire l’inclusione e il dialogo interculturale.

Il sostegno nazionale e il ruolo del Comune di Mileto

Un particolare ringraziamento è rivolto a Raffaella Fiorani, responsabile nazionale dei corsi di italiano per migranti della Società Dante Alighieri, per la fiducia e il sostegno riservati al Comitato di Tropea.

A lei si affianca il professor Alessandro Masi, al quale va la riconoscenza per l’attenzione e la vicinanza che dedica, fin dalla sua nascita, alle attività del Comitato, accompagnandone la crescita e le iniziative culturali.

Fondamentale è la collaborazione del Comune di Mileto, che ha concesso gratuitamente la Casa della Cultura – Biblioteca Comunale, già sede del precedente ciclo formativo.

«Desidero rivolgere un ringraziamento particolarmente sentito al sindaco Salvatore Giordano e all’intera Amministrazione comunale di Mileto – dichiara Titti Rando, presidente della Dante di Tropea– per aver accolto e sostenuto con convinzione questa iniziativa. La disponibilità della Casa della Cultura testimonia una sensibilità istituzionale che va oltre il sostegno organizzativo. Aprire le porte della cultura a persone di diversa provenienza significa contribuire alla costruzione di una comunità più coesa, nella quale la conoscenza della lingua diventa strumento di autonomia, relazione e partecipazione».

La rete territoriale: accoglienza, salute e sicurezza

Un ringraziamento va alla Cooperativa Futura e al suo presidente Carmelo Disì per il prezioso sostegno offerto ai migranti e per la collaborazione che favorisce la loro partecipazione alle attività formative.

Particolare riconoscenza viene espressa anche al presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Vibo Valentia, Vincenzo Natale, per aver aderito al progetto rendendo possibile un incontro dedicato alla salute, alla prevenzione e alla comunicazione con il medico.

Un sentito ringraziamento è rivolto anche al comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, Ambrogio Pontiero, per la disponibilità a collaborare a un momento formativo dedicato alla sicurezza, alla prevenzione dei rischi e ai comportamenti da adottare nelle emergenze.

La partecipazione di queste realtà conferisce al progetto una dimensione che supera l’insegnamento linguistico, collegando le competenze acquisite alle esigenze concrete della vita quotidiana.

Il grazie alle docenti e ai partecipanti

Un sincero ringraziamento dalla Dante di Tropea va alle docenti Sabina Schiavello, responsabile didattica, Donatella Pipita, Cinzica Braccio e Mariagrazia Ventura, per la sensibilità con cui accompagneranno i partecipanti nel percorso di apprendimento.

Un grazie speciale è rivolto alle persone migranti che hanno aderito all’iniziativa, dimostrando fiducia, impegno e desiderio di acquisire nuove competenze. La loro partecipazione rappresenta il valore più autentico del progetto.

La musica per unire la comunità

A conclusione dei due percorsi è previsto un incontro pubblico aperto alla cittadinanza, durante il quale corsisti, docenti e rappresentanti delle realtà coinvolte potranno condividere l’esperienza formativa.

La giornata sarà accompagnata dalla musica popolare e dal suono dei tamburelli, espressione della tradizione culturale del territorio. Un momento di festa nel quale la musica diventerà, accanto alla lingua, un ulteriore strumento di incontro tra persone e culture differenti.

Con “Parole che uniscono”, la Società Dante Alighieri di Tropea conferma il proprio impegno nel promuovere una cultura che non si limita alla trasmissione del sapere, ma contribuisce a costruire relazioni, opportunità e senso di appartenenza. Perché le parole uniscono le persone, la musica avvicina le culture e la comunità costruisce ponti.

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