«La vera crisi politica al Comune di Cosenza non nasce dalla rottura tra chi ha condiviso le scelte di governo degli ultimi cinque anni. Nasce, e non certo oggi, dalla frattura profonda di quella connessione sentimentale tra amministratori e cittadini che è il fondamento di ogni esperienza di governo – così Giacomo Mancini della direzione del Pd Calabria.
Chi ha amministrato insieme per cinque anni adesso si divide, ma lo strappo non cancella le responsabilità condivise di un’amministrazione che ha provocato il declino della città e la perdita di ruolo e funzioni guida che è sempre stata ad appannaggio del capoluogo.
Da anni – continua Mancini -denunciamo una città sempre più marginale, servizi inefficienti, quartieri e contrade abbandonati, opportunità perdute. E dal Palazzo, anziché risposte, sono arrivati troppo spesso attacchi e derisioni.
Adesso la città non merita la resa dei conti tra chi vuole conservare la poltrona e chi aspira a prenderne il posto.
Cosenza ha bisogno di cambiare profondamente il modo di amministrare, di ascoltare i cittadini, di affrontare i problemi. Di rinascere.
La ricchezza politica, civile e culturale del centrosinistra cosentino –prosegue l’ex parlamentare socialista -non può essere ridotta a una contesa di potere, né tantomeno a una scelta tra i due protagonisti della stessa negativa esperienza amministrativa.
Per non essere perdente in città, il centrosinistra deve ritrovare uno slancio capace di coinvolgere energie, intelligenze e sensibilità nuove attorno a un progetto credibile di cambiamento e di rinascita.
I cortei per la pace e la partecipazione al referendum costituzionale testimoniano la vitalità di una società civile che non si riconosce nei giochi di Palazzo.
È anche con queste energie che stiamo dialogando per costruire un’alternativa di governo municipale.
Noi siamo in campo – conclude Mancini – con una proposta che cresce attraverso l’ascolto dei cittadini, la partecipazione dei cosentini e la visione di una città che deve tornare ad essere ambiziosa.
