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Il consigliere regionale Enzo Bruno (Tridico Presidente) deposita la proposta di legge per istituire la Riserva naturale regionale del fiume Neto: “Dalla Sila allo Ionio, un patrimonio da proteggere e valorizzare”

Istituire la Riserva naturale regionale del Fiume Neto, tutelando un patrimonio ambientale che attraversa la Calabria dalla Sila fino alla costa ionica e creando le condizioni per valorizzarlo attraverso un modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare biodiversità, sicurezza del territorio, turismo lento e nuove opportunità per le comunità locali.

È l’obiettivo della proposta di legge depositata questa mattina dal consigliere regionale Enzo Bruno, capogruppo di Tridico Presidente, per garantire una gestione unitaria e sostenibile di uno dei principali corridoi ecologici della Calabria.

Il progetto interessa un corso d’acqua lungo circa 80 chilometri, che nasce nella Sila, attraversa il territorio di San Giovanni in Fiore e raggiunge il Marchesato crotonese, interessando le aree di Cotronei, Rocca di Neto e Scandale, fino alla foce di Strongoli.

«Vogliamo trasformare la tutela del Fiume Neto in un impegno concreto della Regione. Non possiamo continuare a considerare i nostri fiumi soltanto quando si verificano emergenze: dobbiamo proteggerli, curarli e riconoscerne il valore ambientale, paesaggistico ed economico», dichiara Bruno.

La proposta punta a salvaguardare gli habitat naturali, la flora e la fauna, con particolare attenzione alle zone umide della foce, già inserite nella Rete Natura 2000 e fondamentali per numerose specie di uccelli migratori.

Tra gli obiettivi figurano il ripristino della vegetazione lungo le sponde, la tutela della qualità delle acque, il contrasto alle specie invasive, la prevenzione degli incendi e dell’abbandono dei rifiuti, oltre alla riqualificazione delle aree degradate. Centrale anche la difesa degli equilibri idraulici e idrogeologici.

Secondo Bruno, la Riserva può diventare un elemento strutturale di valorizzazione dell’intero territorio attraversato dal Neto, attraverso una rete di percorsi naturalistici, collegamenti sostenibili e iniziative capaci di mettere in relazione il patrimonio paesaggistico con quello storico, culturale e produttivo delle comunità locali.

In questo contesto, la ciclovia del Neto rappresenta una prospettiva strategica di valorizzazione, capace di accompagnare idealmente il corso del fiume dalla Sila alla costa ionica, favorendo il cicloturismo, la mobilità dolce e la scoperta di aree di particolare pregio naturalistico.

«La sicurezza del territorio e la salvaguardia della biodiversità devono procedere insieme. Proteggere il Neto significa anche investire nella prevenzione, nella manutenzione sostenibile e nella valorizzazione delle comunità che vivono lungo il suo corso», sottolinea il consigliere.

Il testo prevede che la gestione della Riserva sia affidata al Comune di Santa Severina, con la possibilità di collaborare con associazioni ambientaliste riconosciute. Entro dodici mesi dall’entrata in vigore della legge dovrà essere elaborato il Piano di Assetto Naturalistico, strumento fondamentale per definire le modalità di tutela e di utilizzo sostenibile delle risorse.

«Questa proposta vuole aprire una prospettiva nuova: fare della tutela ambientale un’opportunità di sviluppo sostenibile. Il Fiume Neto è una risorsa straordinaria che appartiene alle comunità e alle generazioni future. La politica ha il dovere di assumersi la responsabilità di custodirla», conclude Bruno.

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