La Reggina in giornata affronterà la sfida di Coppa Italia Serie D, a Barcellona Pozzo di Gotto contro l’Igea Virtus. Marchionni ha deciso di lasciare a riposo Lancini, Toscano, Acquadro e Magrassi. Intanto fanno ancora eco le dichiarazioni a Radio Touring del direttore Gabriele Martino, nel 2004 alla Lazio con Claudio Lotito. Qui riportiamo una seconda parte della sua ospitata a Mezzogiorno Amaranto:
“Se tutti gli accordi verranno mantenuti, non solo quelli di Lotito per la parte sportiva ma anche di chi ha assunto impegni verso il politico e l’imprenditore romano, sono convinto che la proprietà Lotito darà grosse soddisfazioni in termini di risultati – sottolinea Martino a Radio Touring – Però, anche se a quasi tutti non interessa, cosa sarà della Reggina tra cinque anni? In che condizioni sarà dal punto di vista patrimoniale? La Salernitana ha fatto una cavalcata. Dopo Lotito, annaspa in Serie C”.
Sollecitato sulla possibilità che la Reggina acquisisca lunghe concessioni per centro sportivo e stadio, Gabriele Martino ha operato dei distinguo: “Purché a beneficiarne sia la Reggina e non il proprietario. Reggio si sta espandendo in termini turistici, ma la città non deve spogliarsi. Il Sant’Agata deve rimanere un patrimonio della Reggina, altrettanto il Granillo. Sono simboli che debbono restare di proprietà della città. Il Lotito che ho conosciuto io è un programmatico”.
Poi sulla multiproprietà: “Bisogna vedere cosa succederà in politica. Credo che i presidenti abbiano forti ragioni per farsi ascoltare. De Laurentiis e Lotito non sono proprietari di due entità minori. Uno ha la deroga, l’altro la potrà avere. Personalmente, non sono d’accordo col principio della multiproprietà. Lotito è stato costretto a liberarsi di un patrimonio come la Salernitana. Non bisogna mettere l’imprenditore nelle condizioni di perdere capitali”.
