Nel pomeriggio di oggi, 6 ottobre, il Vescovo di San Marco Argentano-Scalea, S.E. Mons. Stefano Rega, ha fatto visita al presidio degli agricoltori allestito in località Scalo di San Marco Argentano, dove prosegue la mobilitazione contro l’aumento dei costi del carburante e, più in generale, contro il crescente peso dei costi di produzione che grava sul settore agricolo.
Mons. Rega ha incontrato gli agricoltori presenti, manifestando loro vicinanza e solidarietà e portando un messaggio di sostegno alle ragioni della protesta e alle difficoltà che quotidianamente affrontano gli operatori del comparto.
Nel suo intervento, il Vescovo ha collegato la condizione degli agricoltori al valore del lavoro della terra e alla responsabilità di custodire il creato, richiamando la figura di San Francesco d’Assisi, ricordato domenica scorsa, e alcuni passi della Scrittura dedicati alla terra, al lavoro e alla giustizia.
«In questi giorni – scrive Mons. Rega – non possiamo non ascoltare il grido di chi si occupa della terra e tendere loro le mani in nome della dignità umana e del sacrificio del duro lavoro dei campi».
Il Vescovo ha quindi sottolineato come l’attuale situazione non possa essere considerata soltanto una questione economica o una vertenza delle organizzazioni di categoria. A suo giudizio, dietro l’aumento dei costi ci sono soprattutto le difficoltà concrete di tante famiglie che lavorano nel settore agricolo.
«Il rincaro dei costi di produzione è davvero insostenibile – afferma – e incide molto di più su chi è più povero e non ha riserve a cui attingere in momenti di difficoltà».
Mons. Rega richiama inoltre il peso dell’agricoltura nell’economia calabrese, evidenziando come, secondo il dato da lui citato, il settore incida per il 6,2% sul Pil regionale, a fronte di una media nazionale del 2,2%.
Ma, sottolinea il Vescovo, la questione va oltre i numeri: «Ci sono storie di vita di madri e padri che stentano ad assicurare un minimo di dignità al loro lavoro». Da qui la richiesta di interventi che non siano soltanto temporanei, ma che affrontino le difficoltà alla radice.
«Gli aiuti, perciò, non possono essere momentanei o di facciata: occorre ripensare ad interventi strutturali di giustizia sociale. Vanno tutelati soprattutto i piccoli agricoltori che soffrono più di altri», afferma.
Nel messaggio rivolto agli agricoltori, Mons. Rega ha quindi lanciato un appello alle istituzioni regionali e nazionali, chiedendo di aprire un confronto concreto con chi sta portando avanti la mobilitazione.
«Rivolgo perciò un accorato appello alle autorità civili, regionali e nazionali: vi esorto ad ascoltare con attenzione e rispetto il grido dei presidi, aprendo tavoli di confronto che portino a misure eque, rapide e strutturali».
Accanto all’appello alle istituzioni, il Vescovo ha rivolto un invito anche alla comunità diocesana, chiedendo di sostenere il comparto agricolo non soltanto attraverso la solidarietà, ma anche attraverso scelte capaci di valorizzare l’economia del territorio.
«Invito la nostra comunità diocesana a camminare insieme ai nostri agricoltori, sostenendoli non solo con la vicinanza umana, ma anche promuovendo un’economia locale che metta al centro la persona e il lavoro dignitoso».
La visita al presidio di San Marco Argentano si è conclusa con un messaggio di vicinanza alle famiglie degli agricoltori e un richiamo al valore del bene comune.
«Affido al Signore le vostre fatiche, le vostre famiglie e le vostre speranze – conclude Mons. Rega – affinché guidi i cuori di tutti verso sentieri di giustizia, di pace e di autentico bene comune».
