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Fondo per l’artigianato, Confartigianato, CNA e Casartigiani: “Servono risorse e tempi certi per il nuovo bando”

Il Fondo per l’artigianato è fermo da oltre un anno, alcune imprese attendono ancora i contributi e il rifinanziamento annunciato non si è tradotto, finora, in un nuovo bando. Su questi tre punti Confartigianato, CNA e Casartigiani chiedono alla Regione Calabria un chiarimento definitivo e una soluzione concreta.

Da un lato ci sono le imprese che hanno partecipato al precedente avviso e aspettano da oltre un anno e mezzo le somme spettanti; dall’altro quelle che attendono una nuova possibilità di accesso al Fondo per programmare i propri investimenti. Entrambe hanno bisogno di conoscere tempi e risorse su cui poter contare.

La questione assume oggi un’importanza ancora maggiore. Le piccole imprese artigiane sono di fatto fuori dagli strumenti agevolativi della ZES e, proprio per questo, il Fondo per l’artigianato diventa fondamentale per evitare che una parte essenziale del sistema produttivo calabrese resti priva di strumenti per investire.

Parliamo di migliaia di micro e piccole imprese che costituiscono una componente fondamentale dell’economia regionale, dell’occupazione e della tenuta dei territori. Imprese che hanno bisogno di investire in macchinari, innovazione, digitalizzazione, efficientamento energetico e crescita, ma che devono poter contare su misure compatibili con le loro dimensioni e con la loro capacità di investimento.

Negli anni il Fondo ha rappresentato uno strumento consolidato di sostegno al sistema produttivo regionale, accompagnando le imprese nei loro programmi di investimento e contribuendo alla realizzazione di nuovi progetti. Lo strumento è però fermo a causa dell’esaurimento delle risorse. Una situazione difficile da comprendere alla luce delle rassicurazioni ricevute sulla volontà di garantirne la continuità.

Anche il Presidente della Regione aveva assicurato l’attenzione dell’Amministrazione regionale e la volontà di proseguire la misura. Le associazioni riconoscono, inoltre, che l’Assessorato competente ha mantenuto in questi mesi un confronto costante sul tema.Ed invero, l’ultimo incontro, tenutosi ad agosto, aveva fatto ritenere imminente la ripartenza del Fondo. Le informazioni emerse più di recente suscitano invece dubbi sull’effettiva disponibilità delle risorse prospettate.

Per questo le tre organizzazioni chiedono un quadro aggiornato degli stanziamenti: quali somme siano ancora destinate alla misura, quali possano essere recuperate e quali atti siano necessari per pubblicare un nuovo bando.

Il chiarimento decisivo riguarda i tempi. Sarà possibile riaprire il Fondo nel 2026 oppure le imprese dovranno aspettare il 2027? La risposta non può restare indefinita: le attività artigiane devono poter programmare investimenti, acquisti, assunzioni e progetti di sviluppo sulla base di scadenze attendibili.

Confartigianato, CNA e Casartigiani chiedono anche che siano completate le procedure relative al precedente avviso e liquidati i contributi ancora dovuti alle imprese aventi diritto. I pagamenti in sospeso e l’incertezza sul futuro del Fondo sono questioni distinte, ma incidono entrambe sulla fiducia delle attività verso uno strumento pensato per sostenerle.

Le associazioni rivolgono quindi un appello al presidente della Regione Roberto Occhiuto affinché promuova una verifica sullo stato delle risorse e individui, insieme agli uffici competenti, una soluzione per garantire continuità alla misura.

«Le imprese artigiane aspettano risposte concrete. Apprezziamo il lavoro e la disponibilità dimostrati dal Dipartimento e dall’Assessorato, ma il confronto deve tradursi in risultati. Per molte piccole imprese artigiane che sono fuori dagli strumenti agevolativi della ZES, la continuità del Fondo per sostenere gli investimenti è decisiva – si legge ancora nella nota -. Chiediamo alla Regione di chiarire la disponbilità delle risorse, tempi certi per i pagamenti attesi ed una soluzione certa per il rifinanziamento del nuovo bando».

È la posizione che Confartigianato, CNA e Casartigiani portano all’attenzione della Giunta regionale nell’interesse di un comparto che non chiede assistenza, ma condizioni che gli consentano di competere: strumenti accessibili, continuità delle misure e certezza dei tempi per investire, innovare, creare occupazione e continuare a produrre valore in Calabria.

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