Resta coperto dal segreto il contenuto dell’audizione di Giuseppe Giglio davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex responsabile della comunicazione di Mps trovato senza vita a Siena nel 2013. Il collaboratore di giustizia è stato ascoltato oggi, ma quanto riferito ai commissari non è stato reso pubblico.
A commentare l’esito dell’incontro è stato il presidente della Commissione, Gianluca Vinci. «A mio avviso l’audizione è andata molto bene, così come le altre che si sono svolte nelle scorse settimane», ha dichiarato al termine dei lavori.
Vinci ha precisato di non poter entrare nel merito delle dichiarazioni rese da Giglio. L’imprenditore, diventato collaboratore di giustizia, era stato indicato nell’ambito dell’inchiesta antimafia “Aemilia” come una figura di rilievo nel sistema economico e finanziario riconducibile alle infiltrazioni della ’ndrangheta in Emilia-Romagna.
Il suo contributo potrebbe ora essere utile per approfondire alcuni aspetti della cosiddetta pista di Viadana, nel Mantovano. Proprio in quel territorio gli investigatori avevano concentrato l’attenzione su una filiale bancaria collegata a un conto corrente identificato dal numero 4099099, la stessa sequenza numerica trovata nel cellulare di Rossi e diventata in seguito oggetto di ulteriori verifiche.
La Commissione proseguirà gli accertamenti anche nei prossimi giorni. La prossima settimana è prevista l’audizione di un altro collaboratore di giustizia, Antonio Muto.
Tra le ipotesi allo studio c’è inoltre la convocazione di Gabriele Ceccherelli, conosciuto con il soprannome “Lo Zena” e noto a Firenze anche per la sua attività nel Calcio Storico. La sua eventuale audizione potrebbe essere inserita nel calendario delle prossime settimane.
«Il calendario dei lavori è molto intenso e l’attività della Commissione sta procedendo rapidamente», ha aggiunto Vinci, annunciando possibili «nuovi sviluppi, sia sul fronte tecnico sia su quello testimoniale».
