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Lamezia, Intrecci oltre Scordovillo: 62 presenze per “Cortili in Festa” nei nuovi quartieri

Si è concluso il ciclo di appuntamenti di “Cortili in Festa: Attività di strada e animazione”, l’iniziativa realizzata nel mese di agosto da Arci Lamezia Terme Vibo Valentia APS nell’ambito del progetto “Intrecci – Abitiamo il Lametino”, con attività dedicate ai bambini e alle bambine che vivono nei quartieri interessati dal percorso di superamento del campo di Scordovillo.

Otto incontri, realizzati dall’11 al 25 agosto in diversi quartieri della città, che hanno registrato complessivamente 62 presenze di bambini e bambine. Le attività hanno coinvolto i nuovi contesti di residenza delle famiglie e hanno fatto tappa anche nel cortile della parrocchia San Francesco a Sambiase e nel cortile della parrocchia di San Giovanni Calabria, tornando in alcuni quartieri per dare continuità alle esperienze e alle relazioni avviate.

La scelta di portare animazione e attività educative direttamente nei nuovi contesti di residenza nasce da un’idea precisa: il passaggio da Scordovillo a una nuova casa prosegue nella costruzione quotidiana di relazioni con il quartiere e con le persone che lo abitano. Per questo “Cortili in Festa” ha raggiunto i bambini negli spazi vicini alle loro abitazioni, trasformando cortili e aree comuni in luoghi di gioco, incontro e socialità.

L’iniziativa si inserisce nel lavoro più ampio di “Intrecci – Abitiamo il Lametino”, che accompagna le persone lametine di origine rom nel percorso di superamento del campo di Scordovillo. L’ingresso in una nuova abitazione rappresenta una tappa fondamentale, alla quale si affianca un lavoro di accompagnamento sociale che riguarda l’autonomia delle famiglie, l’accesso ai servizi, i percorsi educativi e lavorativi e la possibilità di costruire progressivamente nuovi legami nei contesti di vita.

È proprio nei quartieri che questa nuova fase del percorso assume una dimensione concreta. Abitare significa conoscere gli spazi intorno alla propria casa, frequentarli, incontrare i vicini, creare nuovi punti di riferimento e sentirsi progressivamente parte della comunità. Il quartiere diventa così uno dei luoghi in cui il percorso di inclusione prende forma nella quotidianità. “Cortili in Festa” ha scelto di partire dai bambini, facendo del gioco e dell’animazione strumenti semplici e immediati per favorire l’incontro e accompagnare la nascita di nuove relazioni.

Le attività sono state pensate come occasioni aperte alla vita dei quartieri, capaci di mettere in relazione i bambini delle famiglie che hanno lasciato Scordovillo con i loro coetanei e con i luoghi della nuova quotidianità. Un approccio che permette di lavorare sull’inclusione mentre il cambiamento sta avvenendo, accompagnando il trasferimento con esperienze positive di partecipazione e condivisione.

Il calendario, avviato l’11 agosto e concluso il 25 agosto, ha attraversato diversi quartieri di Lamezia Terme, con alcuni appuntamenti ospitati nel cortile della parrocchia San Francesco a Sambiase e nel cortile della parrocchia di San Giovanni Calabria. La scelta di tornare più volte in alcuni contesti ha permesso di dare continuità alle attività e di rafforzare le occasioni di incontro.

Le 62 presenze complessive restituiscono il valore di un’attività diffusa sul territorio, costruita seguendo la geografia dei nuovi insediamenti e scegliendo di raggiungere le persone nei luoghi in cui stanno costruendo la propria quotidianità. Un modo per rendere i quartieri parte attiva del percorso di “Intrecci – Abitiamo il Lametino” e accompagnare l’uscita da Scordovillo attraverso esperienze capaci di generare relazioni e senso di appartenenza.

Con “Cortili in Festa”, il lavoro di accompagnamento entra così nella vita quotidiana dei nuovi contesti abitativi. Dopo il passaggio da Scordovillo alle nuove case, sono i quartieri uno degli spazi nei quali si costruisce la fase successiva del percorso: quella dell’incontro, delle relazioni e della partecipazione alla vita della comunità. Per i bambini questo può cominciare da un cortile, da un gioco condiviso, dalla possibilità di conoscere nuovi coetanei e di riconoscere nel proprio quartiere uno spazio in cui crescere insieme agli altri. Perché abitare significa avere una casa, ma anche sentirsi parte del quartiere e della città in cui quella casa si trova.

Il progetto è realizzato grazie ai fondi europei della Regione Calabria, nell’ambito della programmazione PR Calabria FESR FSE+ 2021–2027.

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