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Vibo Valentia, la consigliera Petracca dopo la morte di Andrea: “La prevenzione arriva prima della tragedia”

“La morte di Andrea, 23 anni, ha lasciato una ferita profonda nella nostra comunità.
Da donna, da mamma, da zia e da consigliera comunale, faccio fatica a metabolizzare una tragedia che ha spezzato così presto una giovane vita.
Il mio primo pensiero va alla sua famiglia, ai suoi genitori e a tutti coloro che oggi stanno vivendo un dolore impossibile da spiegare. Non intendo puntare il dito contro nessuno, né entrare nel merito delle responsabilità che dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
So soltanto che c’è un ragazzo che porterà con sé per tutta la vita il peso di una tragedia e una famiglia che dovrà imparare a convivere con un’assenza incolmabile.
Ma proprio per rispetto verso Andrea credo che oggi non possiamo limitarci al cordoglio.
Morire sulla strada non può diventare una normalità alla quale abituarsi.
Da quando sono entrata in Consiglio comunale da sei mesi ho più volte segnalato criticità legate alla sicurezza stradale in diversi punti della città, chiedendo che il tema fosse affrontato nelle sedi istituzionali e con il necessario supporto tecnico della Polizia Locale.
Ho richiamato l’attenzione, tra gli altri, su tratti in città e non solo, come viale Alcide De Gasperi, via Senatore Parodi ecc. e via Popilia, dove la presenza di attraversamenti pedonali, curve, visibilità ridotta, traffico e numerose attività commerciali rende necessario, a mio avviso, un approfondimento specifico sulle condizioni di sicurezza.
Non significa stabilire oggi che una determinata soluzione sia quella giusta o che un incidente fosse prevedibile.
Significa semplicemente fare ciò che dovrebbe fare un’amministrazione: individuare i punti di possibile rischio, studiarli e intervenire preventivamente laddove necessario.
Per questo, da circa sei mesi, ho chiesto il confronto con il Comandante della Polizia Locale Bruzzese nelle Commissioni consiliari competenti.
Una richiesta che ho rinnovato anche giovedì 6 agosto, in Seconda Commissione, e non sortendo effetto, nuovamente venerdì 7 agosto, chiedendo questa volta che la questione fosse valutata e portata all’attenzione dei soggetti istituzionali competenti, quali Presidente della commissione, Presidente del consiglio, Segretario generale trasparenza e anticorruzione e Sindaco Romeo.
Non lo dico oggi per cercare responsabilità a posteriori.
Lo dico perché la prevenzione ha senso soltanto se arriva prima della tragedia.
In queste ore leggo che, dopo quanto accaduto, si stanno valutando possibili soluzioni per rendere più sicura l’arteria e che il sindaco Enzo Romeo e il Comandante della Polizia Locale starebbero approfondendo le alternative, con l’intenzione di fare il punto dopo Ferragosto.
Mi permetto allora di rivolgere una domanda, senza alcuna volontà polemica:
se il problema era già stato segnalato, perché dobbiamo aspettare ancora?
Non chiedo annunci e non chiedo che si realizzino opere senza le necessarie verifiche tecniche e normative.
Chiedo che si lavori.
Si valuti concretamente ogni soluzione possibile come: miglioramento dell’illuminazione e della segnaletica, sistemi di controllo della velocità, semafori a chiamata, attraversamenti pedonali rialzati con moduli prefabbricati e elementi cromatici giallo/neri ad alto contrasto e rifrangenzinterventi sulla visibilità, moderazione della velocità e ogni altro dispositivo tecnicamente compatibile con la classificazione della strada.
E soprattutto si proceda a una mappatura degli attraversamenti pedonali più pericolosi della città, basandosi su dati, incidentalità, velocità, visibilità e flussi di traffico e pedonali.
Se determinate soluzioni non possono essere adottate su una specifica arteria perché esistono vincoli normativi o tecnici, allora è altrettanto doveroso spiegare quali siano questi vincoli e risorse economiche procacciate e sulla base di quali criteri siano stati invece già realizzati peraltro di recentemente interventi analoghi in altri punti della città, tra cui a poca distanza dal luogo della tragedia e in prossimità della sede del comando dei vigili del fuoco.
Non è polemica.
È trasparenza.
Ed è anche il motivo per cui ritengo importante che le Commissioni consiliari possano svolgere pienamente il proprio ruolo.
Da circa sei mesi chiedo il confronto con il Comandante della Polizia Locale nelle Commissioni di competenza. A mio avviso, una richiesta istituzionale reiterata nel tempo merita una risposta e soprattutto un confronto.
Le Commissioni non possono essere soltanto un passaggio formale: devono essere luoghi nei quali consiglieri, tecnici e responsabili degli uffici si confrontano per comprendere i problemi e individuare soluzioni.
Da consigliera comunale continuerò quindi a chiedere che questo confronto avvenga.
Non per contrappormi all’amministrazione, ma per esercitare il ruolo per il quale sono stata eletta.
Quando sono entrata in Consiglio comunale ho detto che avrei voluto essere la voce di chi voce non ha.
Per me non era uno slogan.
Significa ascoltare i cittadini, osservare il territorio, raccogliere le loro segnalazioni e portarle dentro le istituzioni.
Significa anche avere il coraggio di sollevare questioni che magari non fanno notizia quando vengono segnalate, ma che potrebbero diventare drammatiche se ignorate.
Noi amministratori abbiamo il dovere di prevenire.
Non possiamo pensare che ogni problema debba diventare emergenza e che ogni emergenza debba trasformarsi in tragedia prima di diventare una priorità.
Andrea non può tornare indietro.
Ma possiamo fare in modo che la sua morte non venga semplicemente aggiunta all’elenco delle tragedie della strada che, giorno dopo giorno, rischiamo di leggere con sempre maggiore assuefazione.
Io non voglio abituarmi.
E non dobbiamo abituarci.
Per questo continuerò a fare la mia parte con rispetto, senza puntare il dito contro nessuno, ma con la fermezza necessaria a chiedere risposte e soluzioni.
La mia porta resterà aperta a ogni cittadino che voglia segnalare una criticità, un pericolo, un problema.
Sono stata eletta per servire la mia comunità e per rappresentare nelle istituzioni ciò che ostacola una vita più sicura, serena e dignitosa dei cittadini.
A noi spetta il compito di trovare una soluzione, anche quando le criticità sono tante e magari vengono da lontano.
Serve il coraggio delle azioni.
E, soprattutto, serve che quel coraggio arrivi prima, non dopo.
Alla famiglia di Andrea va il mio pensiero più sincero e rispettoso”.
Così Antonella Petracca, consigliera comunale del Gruppo Misto di Vibo Valentia.
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