A settant’anni dalla tragedia di Marcinelle, lo spettacolo teatrale “262 vestiti appesi” tornerà nei luoghi simbolo della memoria con una tournée internazionale tra Belgio e Francia. La produzione della compagnia teatrale G.a.g.s., guidata da Alessandro Idonea, è tra i progetti vincitori del bando “Per Chi Crea 2025” promosso da Siae con il sostegno del Ministero della Cultura.
Il debutto del tour è fissato per il 1° ottobre all’auditorium del Bois du Cazier, la storica miniera di carbone dove l’8 agosto 1956 un incendio scoppiato a quasi mille metri di profondità provocò la morte di 262 minatori, tra cui 136 italiani, molti dei quali originari della Calabria insieme a lavoratori provenienti da Abruzzo, Campania, Sicilia, Veneto e altre regioni.
Ideato e diretto da Alessandro Idonea su un testo di Maria Elisa Corsaro, lo spettacolo viene rappresentato dal 2014 e nel corso degli anni si è affermato come una delle opere di teatro civile dedicate all’emigrazione italiana e alla tragedia di Marcinelle. La messinscena intreccia italiano, siciliano e francese maccheronico, accompagnata dalle musiche originali di Mario Incudine e dalle coreografie di Donatella Capraro. Dallo scorso anno l’opera è arricchita anche dai sottotitoli in francese, curati dal saggista e traduttore Jean Paul Manganaro.
Per la nuova tournée saliranno sul palco, accanto allo stesso Idonea, gli attori Luciano Fioretto, Luigi Nicotra e Federica Fischetti, chiamati a raccogliere il testimone del precedente cast.
«Sono tre giovani interpreti molto apprezzati nel panorama teatrale italiano contemporaneo», spiega Alessandro Idonea. «Il loro ingresso nello spettacolo risponde alle finalità del bando “Per Chi Crea”, che sostiene gli artisti under 35. Per noi questa scelta ha anche un forte significato simbolico: rappresenta il passaggio della memoria da una generazione all’altra, affinché il sacrificio dei minatori di Marcinelle continui a vivere attraverso il teatro».
Lo spettacolo si propone così di rinnovare il ricordo di una delle pagine più drammatiche dell’emigrazione italiana, riportando al centro dell’attenzione una tragedia che colpì profondamente anche numerose famiglie calabresi.
