Ci sono serate in cui l’arte smette di essere soltanto una performance e si trasforma in pura poesia vissuta. È esattamente ciò che è accaduto durante l’ultimo attesissimo saggio-spettacolo del Centro Studio Danza, un evento che ha saputo fondere l’eccellenza tersicorea con un tributo profondo, caloroso e visceralmente sentito a chi questa realtà la guida con anima e cuore: la direttrice prof.ssa Gabriella Cutrupi.
In occasione del suo 60° compleanno, gli allievi, i docenti e tutto lo staff hanno voluto regalarle — e regalarsi — un tributo indimenticabile, dimostrando come la danza sia prima di tutto una grande lezione di vita e di amore.
Un’opera d’arte nell’arte: Il Gatto e la Gabbianella
A fare da cornice a questa serata magica è stata la scelta poetica di portare in scena “Il Gatto e la Gabbianella”, celebre storia di integrazione, volo e coraggio. Non un semplice saggio, ma un vero e proprio saggio-spettacolo capace di coniugare la cultura alla tecnica: l’arte nell’arte.
Sul palco si è assistito a un caleidoscopio di emozioni e stili. Dalla danza classica, madre e colonna portante di ogni movimento, fino alla forza espressiva del moderno, dalle evoluzioni mozzafiato della danza aerea all’energia travolgente della break dance e dell’hip hop, passando per l’intimità del teatrodanza e i linguaggi del contemporaneo e del lyrical.
A tenere saldamente unito questo prezioso mosaico è stata la recitazione, filo conduttore che ha guidato lo spettatore dentro la favola. Il risultato? Tre ore di spettacolo volate via nell’incanto generale, con un pubblico rapito, attento e partecipe dal primo all’ultimo secondo.
L’armonia perfetta: la magia del backstage
Se in scena si è respirata un’atmosfera dove tutto era armonia, tutto era giusto, è perché alle spalle del sipario batteva un cuore organizzativo impeccabile. Tra le quinte non c’è stato spazio per titubanze: dai piccolissimi di appena 3 anni fino ai ballerini più esperti, ciascuno ha dato il meglio di sé con una sicurezza disarmante.
Dietro quel “prodotto perfetto” che ha fatto sognare la platea, si è posata l’energia invisibile ma fondamentale del gruppo backstage.
Un ingranaggio fatto di: sincronia assoluta nel cambio costumi, musiche e proiezioni;
complicità, affetto genuino e supporto reciproco.
Uno spirito di squadra in cui l’aiuto verso l’altro è stato il vero ingrediente segreto.
Un’atmosfera così sana, collaborativa e appassionata non nasce per caso: è il riflesso diretto di chi guida la scuola.
Una vita per la danza: l’eredità di Gabriella Cutrupi
Raggiungere il traguardo dei 60 anni con questa forza propulsiva è la testimonianza di una dedizione incrollabile. Gabriella Cutrupi — direttrice del Centro Studio Danza e stimata docente presso il Liceo Coreutico — vanta un curriculum sconfinato, fatto di anni di studio, insegnamento, ricerca artistica e successi formativi che hanno accompagnato generazioni di ballerini.
Ma il suo merito più grande risiede nell’umanità con cui trasmette la disciplina. Insegnare la tecnica è un compito da maestri; insegnare l’amore, il rispetto per la quinta e la gioia del lavoro di squadra è la missione di una guida illuminata.
Un finale da brividi: fiori, abbracci e commozione
I saluti finali si sono trasformati in un abbraccio corale ed emozionante verso la Direttrice. Un’atmosfera già carica di pathos esplosa in un momento di pura commozione con la sorpresa del figlio Christian: rientrato a sorpresa dall’estero (dove si trovava per motivi di studio) pur di non mancare a questo appuntamento così importante, è salito sul palco stringendo un meraviglioso fascio di fiori.
L’abbraccio sul palco tra madre e figlio ha racchiuso l’intensità di un amore profondo, contagiando e commuovendo l’intero teatro.
A coronare la festa, anche tutte le sue allieve si sono strette attorno a Gabriella per consegnarle un ricordo speciale, un omaggio carico di gratitudine per una donna che continua a dimostrare come la passione non abbia età, ma sia semplicemente il motore che ci permette di volare alto: “Grazie Gabriella per averci insegnato che la danza è bellezza, coordinazione, disciplina, determinazione, ma , soprattutto, un grande atto d’amore condiviso.”
