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Scarpino e Veraldi replicano all’ex assessore Russo: “Dov’era quando la precedente amministrazione autorizzava nuove costruzioni nel retro porto?”

“Le considerazioni dell’ex assessore Danilo Russo sul tema dell’urbanistica in città dimostrano una ricostruzione dei fatti quantomeno superficiale, dimenticando ciò che è accaduto proprio negli anni in cui lui ricopriva il ruolo di assessore nell’amministrazione Abramo. Evidentemente non ricorda, o forse non conosce fino in fondo, le pratiche che in quel periodo hanno portato al rilascio di numerose autorizzazioni per edificazioni nell’area del retroporto e a Giovino, con immobili autorizzati come strutture a uso ufficio e che, nella realtà, sono poi diventati villette e palazzine residenziali.”

Lo dichiarano i consiglieri comunali Francesco Scarpino e Stefano Veraldi.

“Negli ultimi anni il Consiglio comunale ha intrapreso un percorso opposto rispetto a quello del passato, lavorando per ripristinare condizioni di legalità e ricondurre le destinazioni d’uso alla reale natura degli immobili esistenti.

Un’azione di trasparenza e di responsabilità che ha cercato di rimediare ai danni prodotti da scelte precedenti, non certo di crearne di nuovi.

Nel caso specifico della pratica approvata  ieri dal Consiglio comunale – proseguono Scarpino e Veraldi – non si è autorizzata alcuna nuova edificazione e tantomeno alcuna ‘colata di cemento’. Si tratta di un’area, già alienata dalla Provincia anni fa e acquistata da un soggetto privato, che ha successivamente presentato un progetto imprenditoriale per finalità diverse di utilizzo.

Il Consiglio comunale si è limitato a prendere atto dell’istruttoria tecnica e dei pareri favorevoli espressi dagli uffici competenti, approvando esclusivamente un cambio di destinazione d’uso. Parlare di nuova cementificazione significa alterare la realtà dei fatti.

I giudizi politici sono sempre legittimi, ma dovrebbero poggiare sulla conoscenza degli atti e sulla memoria amministrativa. Per questo consigliamo al prof Danilo Russo, di ripensare a quanto successo nel passato prima di esporsi in maniera affrettata. Non vorremmo pensare sia stato tratto in inganno dal suo attuale mentore politico, che da avvocato ha difeso  negli scorsi anni nelle sedi giudiziarie gli interessi di “palazzinari”, ma chi non ha la memoria corta non dimentica.

Da parte nostra – concludono Scarpino e Veraldi – continueremo ad affrontare con serietà tutte le questioni che riguardano il territorio, senza sottrarci all’accertamento di eventuali responsabilità pregresse. È proprio in questa direzione che va la proposta di istituire una Commissione d’inchiesta sul retroporto, affinché venga fatta piena luce sulle vicende che hanno interessato quell’area e siano finalmente chiarite eventuali anomalie e responsabilità risalenti nel tempo”.

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