Sul conto corrente si accumula spesso più denaro di quanto serva davvero per le spese di ogni giorno. Una parte lavora di continuo per bollette, spese e imprevisti; un’altra resta ferma, senza una destinazione precisa e senza maturare interessi. La domanda che nasce da qui è come dare un ordine al risparmio, separando ciò che deve restare liquido da ciò che può cominciare a fruttare.
Uno strumento che nasce accanto al conto corrente
Il conto deposito non è un conto corrente, e la differenza è tutt’altro che formale. Si tratta di uno strumento di risparmio a rischio molto basso, che si appoggia a un conto corrente tradizionale e remunera con interessi le somme depositate. Le operazioni consentite sono soltanto due: il versamento sull conto di appoggio e il prelievo.
Non ci sono carte da usare, addebiti da autorizzare o pagamenti da seguire, perché il compito del conto deposito è diverso da quello del conto corrente su cui passa la vita finanziaria quotidiana.
Proprio perché resta collegato al conto corrente, il conto deposito non prende il posto della liquidità operativa ma le si affianca, occupandosi della parte di denaro che non serve nell’immediato.
È questa la logica che spiega l’idea di affiancamento e non di sostituzione. A rendere il quadro più sicuro interviene la copertura del FITD, il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, a cui Santander Consumer Bank aderisce e che protegge le somme depositate entro i limiti previsti dalla normativa.
La liquidità di tutti i giorni resta dov’è
Il primo passo per usare bene un conto deposito è stabilire quale parte del denaro va lasciata sul conto corrente.
La liquidità operativa, cioè la somma che copre le spese ricorrenti e i piccoli imprevisti del mese, deve restare immediatamente disponibile e non ha ragione di essere spostata.
Una regola pratica suggerisce di quantificare prima le uscite fisse e i pagamenti attesi nei mesi successivi, e solo dopo di guardare a ciò che rimane come risparmio effettivo. Ciò che avanza è la quota di risparmio disponibile, quella che può essere messa a frutto senza intaccare la gestione quotidiana.
Il punto è che non conviene trasferire sul conto deposito somme già destinate a pagamenti in programma nel breve periodo; in quei casi mantenere le somme liquide sul conto corrente è la scelta più sensata. Il deposito entra in gioco quando esiste davvero una parte di risparmio libera da impegni nel breve termine, che altrimenti resterebbe ferma senza rendere. Distinguere con onestà queste due componenti è il presupposto di qualsiasi organizzazione ordinata: prima si protegge la liquidità che serve a sostenere le spese quotidiane, poi si decide cosa fare del resto.
Due soluzioni per due esigenze diverse
Individuata la quota da destinare al risparmio, resta da capire come tenerla. I conti deposito di Santander Consumer Bank rispondono a questa scelta con due soluzioni distinte, costruite intorno al bisogno di libertà oppure di rendimento.
La prima è IoPOSSO, il conto deposito libero, che lascia sempre la possibilità di disporre delle somme: gli interessi maturano fin da subito e, in caso di necessità, si preleva con un bonifico soltanto l’importo desiderato, conservando gli interessi già maturati e continuando a farne maturare sul denaro che resta. Sul conto libero gli interessi vengono riconosciuti con cadenza trimestrale e si sommano al capitale, così da produrre a loro volta rendimento nei periodi successivi.
La seconda è IoSCELGO, il conto deposito vincolato, che blocca le somme per una durata scelta tra 6, 12, 24 o 36 mesi in cambio di un rendimento più alto.
Le due formule non sono in concorrenza tra loro: rispondono a domande diverse, quella di chi vuole tenere il denaro sempre a portata di mano e quella di chi accetta di immobilizzarlo per un periodo definito. Entrambe possono essere cointestate fino a tre titolari e non prevedono spese di gestione, così che i costi fissi non erodano il rendimento.
Distribuire il risparmio su orizzonti temporali diversi
La convivenza tra le due soluzioni diventa interessante quando il risparmio ha obiettivi con tempi diversi.
Chi mette da parte del denaro raramente lo fa per un unico scopo: una parte serve come riserva di sicurezza, da tenere pronta per l’imprevisto; un’altra è legata a un progetto con una data più o meno definita, dal cambio dell’auto a una spesa familiare messa in conto.
La quota che deve rimanere sempre accessibile trova posto su IoPOSSO, dove nulla è bloccato e il prelievo parziale è possibile in qualunque momento senza perdere gli interessi già maturati.
Per il resto, IoSCELGO consente di creare più vincoli sullo stesso deposito, a partire da un importo minimo di 500 euro e per multipli di 100 euro, senza un limite al numero di vincoli attivabili.
In pratica il capitale può essere suddiviso in tagli e scadenze differenti, così da far combaciare ogni somma con il momento in cui servirà: un vincolo breve per un obiettivo vicino, uno più lungo per ciò che può restare fermo a lungo. Le somme, inoltre, restano trasferibili tra le due soluzioni, così da poter spostare capitale da IoPOSSO a IoSCELGO quando un obiettivo diventa più definito. E se prima della scadenza nasce un’esigenza imprevista, è possibile svincolare soltanto la quota necessaria, lasciando che il resto prosegua verso la propria data.
Quando affiancare un conto deposito a un conto corrente può avere senso e cosa occorre valutare
Affiancare un conto deposito ad un conto corrente ha senso in presenza di condizioni precise: obiettivi con scadenze note, una riserva di sicurezza da tenere disponibile, un capitale che non serve nell’immediato e che resterebbe altrimenti inattivo.
Quando invece il denaro è tutto impegnato in spese a breve o manca un margine stabile da accantonare, la scelta più coerente è mantenere la liquidità sul conto corrente, senza forzare un deposito che non troverebbe una funzione reale.
Una valutazione seria tiene conto anche dei prelievi previsti per legge: sul conto deposito grava l’imposta di bollo dello 0,20% delle somme depositate e gli interessi maturati sono soggetti a una ritenuta del 26%, mentre l’estinzione anticipata di un vincolo comporta l’applicazione del tasso base per il periodo di giacenza.
A fronte di questi costi, l’apertura e la gestione non ne aggiungono altri, perché non sono previste spese: il conto si attiva interamente online con SPID in pochi minuti, con una firma tramite codice OTP e senza documenti da stampare, e un simulatore di rendimento permette di stimare in anticipo gli interessi già al netto della logica fiscale. È qui che il conto deposito trova il suo posto, non in contrasto con la liquidità necessaria alle spese quotidiane ma accanto ad essa, per la parte di risparmio che può finalmente smettere di restare ferma.
