Kiwanis Club Reghion 2007 e Istituto Tecnico Economico “R. Piria” di Reggio Calabria, insieme, per la campagna di sensibilizzazione: “disinstalla il bullismo, installa l’amicizia“. Protagonisti gli studenti del biennio del noto istituto scolastico reggino che, nei giorni scorsi, ha ospitato l’incontro dal tema: “Prevenzione dei reati contro i minori nell’era dell’Intelligenza artificiale”. Approccio diretto e interattivo, da parte dei relatori, con un obiettivo concreto, “uscire dall’aula più consapevoli dei rischi, poiché è la conoscenza a rendervi più forti”. Questo, l’auspicio della docente Patrizia Praticò, che ha dato avvio ai lavori, dopo aver portato i saluti della Dirigente scolastica, Anna Rita Galletta, che ringraziamo per l’accoglienza e la pregevole organizzazione. Prevenzione e cultura, da un lato, minori facilmente adescabili, dall’altro. In questa altalena dialettica si è snodato il dibattito, partendo da alcuni dati forniti da Emanuele Mattia, nella sua esperienza di già Garante metropolitano dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza: “più del 97 per cento degli adolescenti usa l’AI. Sapete cosa chiedono? La solitudine, poiché si sentono soli e non ricevono risposte”. Per difendersi bisogna essere una “pecora nera”, chiosa Mattia, ma in un’accezione positiva, quella “di essere indipendente nel saper gestire il proprio comportamento e di avere una visione di prospettiva diversa rispetto alla massa. La cultura – ha concluso – è fondamentale, perché dà la libertà di scegliere”. A seguire, la Presidente del Kiwanis Reghion 2007, Raffaella Crucitti, la quale, alla luce della legge 71/2017, si è soffermata sui reati che scaturiscono dai comportamenti devianti, stimolando gli studenti a riconoscerli attraverso casi concreti. Un botta e risposta avvincente e convincente conclusosi con la considerazione, da parte della Presidente del club service, della mancanza di punti di riferimento validi per gli adolescenti. Con Antonio Luciano Battaglia, esperto di analisi web, cybersecurity e AI, l’incontro è entrato nel vivo. L’esperto, tra social privacy, dipendenze e deep-fake, ha accennato ai rischi dell’intelligenza artificiale, ma anche alle opportunità, come gli algoritmi addestrati a riconoscere e monitorare i contenuti violenti e offensivi per prevenire l’escalation del cyberbullismo. Con l’avvertenza che “una legislazione che si sta interessando ai contenuti” si scontra, tuttavia, “con gli interessi economici sottesi, per nulla interessati a bannare i contenuti violenti”. Sull’impatto del bullismo e cyberbullismo nella psicologia dei soggetti coinvolti, ha argomentato la psicologa e psicoterapeuta Menita Crucitti. “Dinamiche complesse che – secondo la professionista – intercettano le diversità e le vulnerabilità di bambini e adolescenti”. Nella sua esperienza clinica, la professionista ha richiamato numeri da capogiro e vissuti di bullismo e cyberbullismo nella maggioranza dei casi. La Crucitti ha scandagliato i vari aspetti del fenomeno, ricostruendone assieme agli studenti le caratteristiche, i ruoli, la vittima, le conseguenze psicologiche. Ed ecco il suo appello agli studenti: “Abbiamo la legge, abbiamo le parole (non dette, non possono essere ascoltate), non abbiate sensi di colpa o vergogna. Bisogna rompere il muro del silenzio e denunciare, avendo come riferimento la scuola e la famiglia”. L’incontro ha raggiunto il culmine nella proiezione del video sulla storia di Carolina Picchio, più volte evocata negli interventi precedenti, commentato dalla pedagogista clinica Dominella Magda Foti. Anche nella veste di docente di sostegno, la Foti è entrata con delicatezza “nella tempesta dell’adolescenza”, invitando gli studenti, con esempi personali e di cronaca, a mettere a fuoco alcune parole chiave: empatia, rispetto e amicizia. Parlando agli studenti “con la loro stessa lingua”, la professionista ha toccato le loro corde più sensibili invitandoli a denunciare, parlare del loro disagio “a un compagno, una professoressa, qualcuno della famiglia”. Anche di fronte “a situazioni in cui avvertiamo l’impotenza della funzione educativa, la scuola – ha concluso – rappresenta un presidio irrinunciabile di inclusione, fiducia e opportunità”.
Una chiusura carica di emozione, in cui il Kiwanis e la scuola hanno saputo lasciare il segno.
