“Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità” - Friedrich Nietzsche
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L’argine destro

di Claudio Cordova – Francesco Cannizzaro farebbe bene ad accendere un cero alla Madonna della Consolazione (o qualsiasi altra voglia scegliere nella sua infinita collezione) e pregare che le urne si aprano al più presto. Con un vantaggio siderale – dato dai sondaggi e dal sentiment cittadino – il candidato sindaco del centrodestra è il peggior nemico di sé stesso. Un po’ come per il referendum sulla Giustizia, portato avanti da impresentabili che probabilmente hanno convinto gli indecisi a votare contro, anche il parlamentare di Forza Italia, con ogni sua sortita, convince sempre più suoi potenziali elettori a rivolgere il proprio pensiero altrove.

Con un candidato del centrosinistra, Mimmo Battaglia, che sembra destinato a essere (l’ennesimo) agnello sacrificale nel campionario messo in campo in questi anni da Giuseppe Falcomatà, il pericolo maggiore per Cannizzaro arriva dal suo schieramento interno.

E, si badi bene, non per una sconfitta che, allo stato attuale, sembra oggettivamente una prospettiva lunare. Quanto per quelli che potranno essere i rapporti di forza interni alla coalizione.

In questi anni di carriera politica, infatti, Cannizzaro ha abituato a un metodo costante e consolidato: le prove di forza. Dalle vicende relative alla politica di Santo Stefano d’Aspromonte, passando per le dinamiche interne al Parco, fino ad arrivare alle vittorie elettorali personali e al plebiscito raccolto dal suo candidato, Salvatore Cirillo, che, da carneade per tutti è diventato presidente del Consiglio Regionale della Calabria.

Anche in questo caso, dunque, Cannizzaro vorrebbe riproporre il proprio modello politico. Non solo perché è l’unico che conosce. Ma anche perché con una enorme affermazione personale, Reggio Calabria avrebbe di fatto eletto un sovrano e non un sindaco.

Ma qui entrano in gioco le variabili.

Le oggettive condizioni espresse da Cannizzaro in questa campagna elettorale starebbero spingendo molti elettori di centrodestra al voto disgiunto. Preferenza a lista e candidati consiglieri di centrodestra (con Forza Italia che si appresta a fare boom, probabilmente con almeno cinque consiglieri), ma non con il voto automatico al candidato sindaco del centrodestra. Da questo punto di vista, Battaglia non dovrebbe recuperare moltissimo: chi voterà centrodestra lo farà anche e soprattutto per lanciare un messaggio di discontinuità rispetto agli anni di Falcomatà. Al contrario, invece, il candidato a poter beneficiare maggiormente del voto disgiunto potrebbe essere Eduardo Lamberti Castronuovo, civico sulla carta, ma che di proletario ha ben poco. Per cui, molta borghesia (e alta borghesia) di centrodestra potrebbe virare su di lui, mal digerendo modi e proposte di Cannizzaro. Resta l’incognita Saverio Pazzano che, come candidato “di rottura”, potrebbe ottenere anche qualche voto da destra. Da una certa destra, evidentemente: quella che non ti ruba l’orologio non appena ti giri dall’altro lato.

In questo senso, il rischio concreto per Cannizzaro sarebbe quello di vincere, sì, ma di rimanere sotto (di 2-3, nel peggiore dei casi 5 punti percentuale sotto le proprie liste). Il che, evidentemente, andrebbe a cozzare con la sua volontà di mostrarsi come uomo forte che ha trascinato la coalizione e che, quindi, dovrebbe essere trattato come un monarca.

Il pericolo maggiore, dunque, arriva da destra. Ma non solo per questo.

Cannizzaro avrà le sue liste, forti, a sostegno. Forza Italia, suo feudo, e le civiche. Così come potrà contare sulla fedeltà incondizionata di Alternativa Popolare e di Massimo Ripepi, folgorato dal vate di Mannoli (del resto, questi due sono fatti apposta per stare insieme). E anche i partiti di centrodestra tradizionali – Fratelli d’Italia e Lega – saranno sostanzialmente allineati al candidato sindaco. Anche perché è difficile per entrambi ipotizzare un risultato straordinario, con il verosimile ottenimento di non più di quattro, forse cinque seggi complessivi. E si vocifera già che la Lega possa rivendicare la poltrona di vicesindaco, con l’ex Forza Italia, Antonino Caridi, uno dei fedelissimi di Cannizzaro. Uno di quelli che, se eletto (come appare probabile) sono certo che ci darà grandi soddisfazioni…

Ma nello schieramento di centrodestra, c’è la variabile Giuseppe Scopelliti. Con la maggior parte delle liste che sono – chiaramente o in maniera più sfumata – espressione diretta di Cannizzaro, l’unica posizione indipendente e per certi versi critica potrebbe essere la lista Reggio Futura, animata proprio dall’ex sindaco reggino ed ex governatore della Calabria con cui, nonostante smentite e posizioni ufficiali, Cannizzaro non ha tutto questo feeling. Reciproco. Scopelliti, dunque, si gioca molto: una affermazione importante di Reggio Futura non solo lo riporterebbe ulteriormente sulla scena politica. Ma lo metterebbe nelle condizioni di rivendicare ruoli e incarichi. E, forse, anche a essere la voce critica, quasi l’opposizione. Forse anche più rispetto alla minoranza.

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