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Pendolarismo dello Stretto di Messina, D’Agostino (Noi Moderati Calabria): “Totale abbandono da parte delle istituzioni”

Domenico D’Agostino, Responsabile del Dipartimento regionale Trasporti e Grandi Opere di Noi Moderati Calabria richiama l’attenzione sulla condizione penosa dell’attraversamento dello Stretto di Messina.

 

“Migliaia e migliaia di pendolari, ogni giorno, fanno la spola fra Messina e Reggio e viceversa, nel totale abbandono, riguardo alle loro sorti, da parte delle istituzioni.

La tanto decantata “continuità territoriale”, strutturata nei decenni di governo nazionale del centrosinistra, allo stato, si dimostra solo un modo per foraggiare i vettori che hanno una “continuità finanziaria” grazie alle risorse che vengono loro trasferite dalle casse erariali senza alcun impegno apprezzabile per garantire i diritti e le legittime aspettative dell’utenza, bistrattata, abbandonata ed umiliata in un destino cinico e baro, fatto di attese interminabili, insufficienza di comunicazione, sgradite sorprese con improvvise sospensioni e/o soppressioni di corse.

In questo contesto non si può che ribadire la posizione ufficiale del nostro partito, perfettamente in sintonia con la linea politica del Governo Meloni: la soluzione della problematica dell’attraversamento stabile dello Stretto passa dal Ponte.

Nell’attesa dell’edificazione della grande opera, tuttavia, non si può che porre l’attenzione sul dramma quotidiano dei pendolari reggini e messinesi che devono soffrire, arrangiarsi, spendere tanto denaro e perdere tanto tempo solo per il tragitto casa-lavoro: tutto ciò è indegno di un Paese civile come l’Italia. Giovedì 7 Maggio 2026, novello Italo Calvino, ho voluto assumere le vesti del pendolare in quella che mutando il celeberrimo racconto potremmo definire “Giornata di un pendolare”.

Partito dal porto di Reggio Calabria alle 17.20 con l’aliscafo Liberty lines, al costo di 4 euro, giungevo a destinazione alle ore 17.55 e quindi in perfetto orario per prendere parte alla presentazione della lista di “Noi Moderati” per il rinnovo del Consiglio comunale zancleo. Alla riunione politica prendeva parte anche il Coordinatore Nazionale del partito On. Saverio Romano di fronte ad un’ottima partecipazione di pubblico, candidati, militanti, simpatizzanti ed elettori. Terminata la attorno alle 20, da buon pendolare arrivavo a piedi al porto storico di Messina, dove veniva travolto dalla sorpresa che la corsa delle ore 20.30 verso Reggio di Liberty lines era stata soppressa per il forte vento di scirocco che tuttavia, non era più meteorologicamente presente sullo Stretto; eppure, il vettore aveva soppresso anche la corsa successiva delle 22.30.

Il malcapitato pendolare allora tentava di imbarcarsi sulla nave traghetto di stanza al porto storico, ma anche quelle corse erano state prima sospese e poi soppresse. Soluzione? Andare agli imbarchi privati della Caronte & Tourist, distanti soli 4 chilometri. E siccome un buon politico vive tra la gente, con la gente e per la gente – impossibilitato ad avvalermi del tram che a Messina è fermo soltanto da più di un anno – decidevo di non sottrarmi alla giornata del pendolare e di recarmi a piedi agli imbarcaderi privati.

La strada rettilinea e pianeggiante mi consentiva di giungere agli imbarchi alle ore 22.10 giusto in tempo per la traghettata delle ore 22.30. Ma anche qui giungeva non la gradita zattera ma la sgradita sorpresa della soppressione della corsa e della necessità di attendere la corsa successiva delle 23.20. Poco male con sole 2 ore e 20 minuti di ritardo il malcapitato pendolare sarebbe giunto a destinazione. Ed invece no! Perché? Perché il vettore Caronte copre la tratta Messina – Villa San Giovanni, quindi giunsi si al suolo calabro alle 23.40 ma distante ben 16 chilometri dal luogo dove avevo parcheggiato la mia autovettura ossia il porto di Reggio. Beh direte, “basta poco che ce vò?”, come avrebbe detto Giobbe Covatta, il pendolare potrebbe prendere un comodissimo treno regionale e giungere alla stazione lido di Reggio in prossimità, circa 400 metri del porto. Ma gli unici treni che avrei potuto prendere erano di lunga percorrenza e quindi destinati alla stazione centrale di Reggio Calabria, distante ben 4 chilometri dal porto. Pullman, autobus, metropolitane, filobus, tram? Neanche l’ombra, mica siamo a Roma, Milano, Napoli, Venezia, Torino o Firenze? Ma siamo Città Metropolitana anche noi di Reggio e di Messina? Sulla carta si, sul mare no e neanche a terra.

Finale triste di queste triste storia di ordinaria disamministrazione della cosa pubblica: chiamo un amico che per fortuna era a cena fuori e dopo solo mezz’ora m”imbarca a bordo della sua autovettura e mi riaccompagna al porto a prendere la mia di autovettura. Ore 00.30 di venerdì anno domini 2026, dopo solo 3 ore e 30 minuti di ritardo.

La mia disavventura si è verificata di giovedì ed è stata frutto anche di una sciroccata.

Ma arrivare da Messina a Reggio Calabria o viceversa nel fine settimana è praticamente impossibile. Da sempre. Le corse previste per le giornate di sabato e domenica sono meno della metà di quelle degli altri giorni della settimana e fatalmente sono fissate in orari impossibili.

Eppure, specie nel periodo estivo sono molti i turisti ma anche i residenti che vorrebbero passare delle giornate di fine settimana nella città dirimpetto alla regione in cui stanno trascorrendo le vacanze o in cui vivono, anche perché si tratta di due città ricche di storia e di cultura.

Invece niente. Passare dall’altra parte è materialmente proibitivo. Lo sarebbe anche solo per motivi economici, giacché non sono previsti biglietti a prezzi ridotti per famiglie o comitive.

Solo per fare un esempio, a una famiglia di 4 persone di Messina trascorrere una giornata a Reggio non costerebbe meno di 30 euro di solo viaggio. Tutto ciò nonostante lo stato italiano ogni anno versi nelle case del vettore privato 6 milioni di euro.

Ponte subito, ma siccome il subito del Ponte si traduce in minimo 10 anni, che fare nel frattempo? Aumentare le corse, ridurre i costi, ridurre i prezzi, costruire un sistema di intermodalità che consenta di cambiare mezzo di trasporto in tempi ragionevoli e garantendo la dignità di persona umana, nonché un sistema di servizi accessori agli utenti che leniscano la sofferenza di eventuali imprevisti e di sorprese improvvise: servizi igienici, ristorativi ecc. senza orario ma aperti ed accessibili h24. Come Calvino per lo scrutatore anche D’Agostino per il pendolare non può che concludere sostenendo che la surrealtà supera di molto l’immaginazione purtroppo in peggio. Noi Moderati figlio della tradizione del popolarismo europeo mette al centro la persona e tutto ciò che serve ad assisterla, curarla e garantirne la dignità, quindi si batterà perché la piaga del pendolarismo straccione nello Stretto si trasformi nella best practice di un modello di attenzione e cura per chi lavora e produce in condizioni di disagio causati dagli spostamenti: loro fanno grande il nostro Paese, il nostro PIL, noi dobbiamo avere l’imperativo etico, prima ancora che normativo di ridurre i loro sacrifici al minimo indispensabile”.

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