Non un semplice cartellone culturale, ma un processo collettivo. Un laboratorio permanente di identità, visioni e appartenenza che prende forma sulle coste calabresi, tra Vibo e Pizzo, per restituire centralità al mare come spazio di dialogo, memoria, accoglienza e contaminazione culturale.
Si tratta del Festival Thàlassa – Storie dal mare, il nuovo progetto culturale promosso da GALPA MariCal con la direzione artistica di Angelica Artemisia Pedatella, presentato, lunedì 11 maggio, presso la Sala Giunta del Comune di Vibo Valentia.
Quasi quaranta giornate di attività, da maggio a settembre, costruiscono un calendario ampio e multidisciplinare che attraversa arte, pedagogia, sostenibilità ambientale, memoria marinara, ricerca antropologica e partecipazione civica. In particolar modo, Thàlassa prova a ridefinire il racconto della Calabria costiera.
Ad aprire la conferenza stampa di presentazione del progetto, reso possibile grazie alla collaborazione dei Comuni di Vibo Valentia e Pizzo, delle scuole del territorio e di una rete di professionisti calabresi, è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Vibo Valentia, Stefano Soriano, che ha evidenziato il valore strategico dell’iniziativa per il territorio:
«Thàlassa rappresenta un evento importante per le comunità costiere e per il mare, parte integrante della nostra storia. È una collaborazione fruttuosa tra istituzioni, scuole, operatori culturali e associazioni. Un progetto capace di generare partecipazione e visione».
Il presidente del GALPA MariCal, Antonio Alvaro, si è soffermato sulla dimensione identitaria e sociale del progetto: «Mettiamo al centro le nostre bellezze, ma soprattutto interveniamo sulle problematiche delle aree costiere facendo da catalizzatore tra istituzioni, scuole e comunità. Cerchiamo di custodire e rilanciare la tradizione delle marinerie, valorizzando l’acqua come elemento identitario, culturale e sociale. È un progetto estremamente articolato che vuole costruire nuove energie e nuove idee per rendere il territorio sempre più competitivo» ha dichiarato.
Una visione condivisa anche dal direttore del GALPA MariCal, Fortunato Cozzupoli, che ha raccontato l’evoluzione del percorso culturale avviato negli ultimi anni: «Questo è il nostro progetto più strutturato. Il nostro obiettivo è creare opportunità per far emergere il territorio, trasformando le criticità in opportunità concrete, anche attraverso i fondi comunitari. Thàlassa significa mare in continuo movimento: proprio così immaginiamo la Calabria, un territorio che cambia e ritrova consapevolezza di sé. Noi osserviamo il territorio per individuarne la cura, non perché sia malato, ma perché troppo spesso ha pensato di esserlo. Oggi vogliamo cambiare la narrazione, valorizzando la pesca, le coste e il patrimonio umano delle comunità marinare».
La mission umana e culturale del progetto è stata illustrata dall’ideatrice e direttore artistico Angelica Artemisia Pedatella, che ha sintetizzato Thàlassa in tre parole chiave: comunità, dignità e formazione. «Questo progetto nasce dall’incontro umano – ha spiegato – la cultura deve creare comunità che si vogliono bene e vogliono il bene del territorio. Il mare è abitato dagli uomini e dalle loro storie. Per questo, uno degli eventi centrali sarà il documentario dedicato alle comunità marinare di Vibo e Pizzo. Più una comunità è consapevole della propria identità, più le azioni delle istituzioni e della politica diventano efficaci. Oggi non bisogna recuperare solo luoghi o oggetti materiali, si deve restituire autostima alle persone, farle sentire orgogliose della propria terra e consapevoli del valore della comunità calabrese».
Inoltre, ha accennato il ricco programma di attività dedicate alle nuove generazioni: spettacoli teatrali, laboratori creativi, percorsi ambientali, incontri formativi e momenti di educazione ambientale, in collaborazione con Plastic Free, guidati dalla consapevolezza che la formazione passa dalla partecipazione attiva. Il dettaglio degli eventi sarà disponibile sui canali social del festival.
Ampio il coinvolgimento delle scuole del territorio vibonese, rappresentate da Andrea Mamone, vicepreside dell’istituto “Vespucci-Murmura”, che ha sottolineato il valore educativo dell’iniziativa: «Il nome stesso della nostra scuola ci lega alla comunità del mare. Questo progetto porta alla luce ciò che viviamo quotidianamente. Se non trasferiamo ai ragazzi il senso di appartenenza e la consapevolezza delle ricchezze del territorio, non facciamo davvero formazione». Diego Ventura, docente del Liceo Capialbi, invece, ha espresso orgoglio e gratitudine per poter contribuire a un progetto culturale che valorizza identità e memoria del territorio, mentre la professoressa Maria Brindisi dell’istituto Don Bosco ha ribadito l’importanza di coinvolgere i più piccoli nel rispetto del mare e dell’ambiente, bene prezioso da custodire.
«Il mare costruisce, accompagna, amplifica. A volte porta con sé criticità, ma resta il luogo da cui ripartire» è stato ricordato durante l’incontro. «Vibo Valentia rappresenta una porta aperta sul Mediterraneo, in termini di cultura e storia. E Thàlassa non sarà una semplice programmazione destinata a esaurirsi: mira a diventare un marchio culturale permanente, capace di crescere nel tempo».
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Dal mare una nuova narrazione della Calabria: presentato a Vibo il Festival Thàlassa
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