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“La Calabria Faro del Mediterraneo”: istituzioni, imprese e sindaci a confronto sul futuro della regione

Una due giorni aperta a un confronto che guarda lontano con la speranza che si cominci a guardare la Calabria come un territorio di crescita nazionale e mondiale, in considerazione della sua posizione geografica e delle potenzialità di inserimento concreto nelle comunità che affacciano sul Mediterraneo.

Con “La Calabria Faro del Mediterraneo” il Rotary ha voluto riunire politica, accademia e mondo produttivo per delineare nuove strategie di sviluppo per la Regione, grazie a un vasto parterre chiamato a discutere sulle potenzialità dei territori e di Mediterraneo, infrastrutture, lavoro e crescita condivisa.

Tra le molteplici autorità presenti, rappresentanti dell’Università, del giornalismo, delle imprese, delle istituzioni e della politica anche il sindaco di San Ferdinando Luca Gaetano che ha partecipato al panel “I sindaci a difesa delle comunità” insieme con Franz Caruso, sindaco di Cosenza ed Enzo Romeo, primo cittadino di Vibo Valentia. Assente per un impedimento Carmelo Versace, sindaco della Città metropolitana di Reggio Calabria.

Luca Gaetano ha espresso viva soddisfazione nel vedere la “piccola” San Ferdinando chiamata tra i grandi capoluoghi e per aver potuto mettere in evidenza le bellezze, le capacità e le prospettive di crescita della cittadina portuale grazie alle notevoli risorse disponibili e al lavoro che viene svolto per valorizzarle.

Tra gli ospiti della kermesse, oltre i già citati sindaci, relatori di grande respiro per discutere di “innovazione, ricerca e occupazione” (Giusy Princi, Europarlamentare, Gianluigi Greco, Rettore Università Unical, Mario Bruno Lanciano, A.D. Società Italo-Iberica, Nino De Masi Imprenditore), della “politica a sostegno del sud” (Luigi D’Eramo, Sottosegretario di Stato – Agricoltura, Gianluca Gallo, Assessore Agricoltura Regione Calabria, Simona Loizzo, Deputata Repubblica Italiana, Nicola Irto, Senatore Repubblica Italiana), della “corretta comunicazione” (Roberto Pacchetti, Direttore TG RAI 3 Nazionale, Santo Strati, Direttore Calabria Live, Luigina Pileggi, Redazione Gazzetta del Sud Catanzaro, Domenico Maduli, Presidente LaC, Francesco Laratta, Direttore LaC), della “Calabria al Centro del Mediterraneo” (Giuseppe Galiano, Delegato del Governator a.s. 26-27, Domenico Naccari, Console del Marocco, Paolo Piacenza, Presidente A.D.S.P. di Gioia Tauro, Emilio Errigo, Generale G.F. e Prof. Università della Tuscia, Dalena Lucky, Presidente Azione Internazionale D. 2060), dei “Sindaci difensori delle comunità” (Franz Caruso, Sindaco di Cosenza, Enzo Romeo, Sindaco di Vibo Valentia, Carmelo Versace, Sindaco Città Metropolitana di Reggio Calabria, Luca Gaetano, Sindaco di San Ferdinando), di come “Fare impresa al sud” (Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato – Interni, Pippo Caffo, Distillerie Caffo, Francesco Cascasi, Eurocontrol, Sergio Mazzuca, Scintille, Pietro Ventura, Medtec Gruppo Ventura, Claudio Carbone, Expert)

Comune di San Ferdinando

Città Metropolitana di Reggio Calabria

Comune di San Ferdinando

Città Metropolitana di Reggio Calabria

Nel suo intervento, Gaetano ha parlato della missione dei sindaci che ha definito, ironicamente, “folli” nell’assumere un ruolo defatigante, con enormi responsabilità, pochi strumenti e grandi attese da parte dei cittadini. “Può sembrare un follia fare il sindaco oggi, visto lo sbilanciamento tra rischi e benefici ma evidentemente l’amore per la propria città consente di superare ogni perplessità. E’ un lavoro spossante e a volte è davvero difficile conservare la giusta motivazione quando si viene biasimati o detrattati per il semplice gusto di distruggere qualcuno o qualcosa ma anche questo fa parte del gioco: l’importante è credere nel proprio paese e lavorare per dare le giuste risposte alle istanze della comunità che, nel caso di San Ferdinando, sono molteplici e vanno dalla tutela ambientale alla qualità di vita, dalla occupazione giovanile all’offerta di servizi sempre migliori e minor costo per i contribuenti”, ha dichiarato il sindaco Gaetano.

L’intervento è proseguito con una netta rivendicazione del ruolo di San Ferdinando nella fascia portuale: il Porto si chiama di Gioia Tauro e questo va benissimo, non ci siamo mai attacati alle questioni nominali o alle etichette ma è sotto gli occhi di tutti che San Ferdinando ospita gran parte delle superfici e del cluster portuale, tra cui, oltre allo scalo ferroviario, gli uffici fitosanitari, il varco doganale, la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane, l’area tecnica dell’Autorità Portuale e anche grandi aziende come, ad esempio, la Medtec o Automar. Gaetano ha proseguito con un chiaro riferimento alla speranza: “quando parliamo di amministrazione, ci rifugiamo nel perimetro rassicurante dei numeri: chilometri di asfalto, metri quadri di verde, metri cubi di ediliza pubblica, equilibri e pareggi di bilancio. Ma una comunità non si tiene insieme con i numeri o con il cemento. E’ necessario introdurre nell’immaginario sociale la speranza che cessa allora di essere un concetto astratto e diventa la forza propulsiva che trasforma la sopravvivenza in visione. Difendere una comunità significa, prima di tutto, proteggere il suo diritto dei cittadini immaginare il loro futuro e di consentire a tutti di costruirlo assieme. Se le nostre politiche non alimentano la fiducia, se non danno ai cittadini il motivo per restare e investire nel proprio territorio, rimarranno meri esercizi di futilità. La speranza è quella infrastruttura invisibile che rende sostenibile ogni opera materiale.”

Alla domanda sulla sicurezza rivolta ai sindaci dal giornalista Nicolino Lagamba, Gaetano ha risposto che ”le infiltrazioni nel tessuto amministrativo, economico e sociale da parte di poteri opachi o della criminalità oirganizzata non avvengono ex abrupto ma, evidentemente, ci sono dei varchi che si aprono grazie alla acquiescente compiacenza o alla inerzia di chi ha il dovere di innalzare le barriere. La magistratura e gli organi di P.G. hanno compiuto e compiono un eccellente lavoro che ha sicuramente sortito effetti positivi e ha consentito di alleggerire la pressione malevola sui territori. Tuttavia questo da solo non basta: anche in questo caso è necessaria una risposta corale, una reazione della società civile che non deve immolarsi in maniera incosciente e a questo proposito ricordo le parole del giudice Falcone: la mafia si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni – ma sforzarsi esercitare quello stigma sociale che ci impedica di considerare i mafiosi come persone importanti cui rivolgere deferenze e ossequi ma al contrario come soggetti da emarginare, voltandoci dall’altra parte quando li incontriamo e sbarrando loro le porte delle istituzioni.”

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