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“Memorie umane – Giocare è una cosa seria”, il 23 maggio con l’inaugurazione della mostra dei robot di Massimo Sirelli apre il programma di “POP-UP!” a Palazzo Mazza Borgia 1847

Fervono i preparativi dalle parti di Palazzo Mazza Borgia 1847, a Borgia (Cz) per il taglio del nastro della mostra “Memorie umane – Giocare è una cosa seria” la più importante esposizione dedicata ai robot di Massimo Sirelli mai realizzata in Calabria che si terrà il 23 maggio alle ore 18:00.
L’inaugurazione della mostra coincide con l’apertura di “POP-UP! Da Massimo Sirelli alla rigenerazione creativa urbana”, il progetto culturale multidisciplinare ideato dall’Associazione Aschenez, in ATS con la Fondazione Andrea Cefaly e l’Associazione Note di Colore, che prevede tante iniziative trasversali, pensate per raggiungere un pubblico ampio ed eterogeneo come laboratori didattici per adulti e ragazzi sul riciclo e l’upcycling, masterclass rivolte a giovani creativi, conferenze su arte e design, talk interdisciplinari sulla rigenerazione urbana dei piccoli centri – con un’attenzione particolare ai concetti di restanza e resilienza.
La mostra potrà essere visitata per tutta la durata del progetto fino al 16 luglio 2026. In esposizione ci saranno oltre 80 robottini, creature ibride, macchine immaginarie e assemblaggi poetici costruiscono un percorso espositivo immersivo capace di attraversare memoria, gioco e immaginazione. Curata da Maria De Giorgio e promossa dall’Associazione Culturale Aschenez, la mostra accompagna il visitatore all’interno dell’universo creativo di Sirelli, dove oggetti dimenticati, frammenti industriali e utensili quotidiani tornano a vivere attraverso l’assemblaggio.
Le opere trasformano lo scarto in possibilità, dando forma a presenze capaci di custodire tracce di memoria, affetti e identità. Attraverso il gioco — inteso non come evasione ma come pratica di conoscenza e relazione — l’inanimato si anima, generando nuove connessioni tra esperienza personale e memoria collettiva. Il percorso si sviluppa attraverso tre nuclei tematici — Gli Stranimali, Le Macchine Assurde e Gli Amici Robot — territori fluidi e comunicanti che riflettono la natura stessa della ricerca di Sirelli: un universo aperto alla trasformazione continua, dove ogni frammento può ritrovare una nuova possibilità di esistenza.
Ricordiamo che l’intero progetto “POP-UP!” è realizzato in collaborazione con l’associazione culturale Artbit, con il patrocinio del Comune di Borgia, e finanziato dalla Regione Calabria con risorse POC 2014/ 2020- Az. 6.8. Gli allestimenti e i servizi museali sono a cura di 4culture.

MASSIMO SIRELLI – Biografia
Massimo Sirelli nasce a Catanzaro nel 1981 e sviluppa fin da giovanissimo una profonda attrazione per il mondo dei graffiti e della street art, assorbendo l’energia visiva e culturale della scena hip hop degli anni Novanta.
Nel 2000 si trasferisce a Torino, città della sua formazione, dove frequenta l’Istituto Europeo di Design diplomandosi in Digital Design. Dopo un’esperienza nel campo della comunicazione e della pubblicità — che contribuirà a definire il suo immaginario visivo e narrativo — avvia una ricerca artistica personale fondata sull’assemblaggio di oggetti di recupero, materiali industriali e frammenti del quotidiano.
Dal 2008 insegna presso lo IED di Torino e Como.
Nel 2013 dà vita ad Adotta un Robot, definita come la prima “Casa Adozioni di Robot” al mondo: un progetto in cui ogni opera possiede un nome, una biografia e una propria identità emotiva e relazionale.
Attraverso oggetti metallici vintage, utensili dimenticati e materiali dismessi, Sirelli costruisce un universo poetico in cui memoria, gioco e immaginazione si intrecciano continuamente, restituendo nuova possibilità a ciò che sembrava aver esaurito il proprio tempo.
Nel corso degli anni il suo lavoro è stato presentato in importanti contesti espositivi e istituzionali nazionali, dalla Triennale Design Museum di Milano alla Villa Reale di Monza, fino a interventi pubblici e installazioni permanenti.
Ha collaborato con realtà culturali e sociali, prendendo parte anche alla campagna di informazione promossa da RAI e AIRC per i Giorni della Ricerca.
La sua ricerca si muove tra arte, design e memoria, trasformando l’oggetto dimenticato in presenza narrativa, dispositivo emotivo e spazio di relazione.

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