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Bullismo, la rivelazione shock di Lo Giudice: “I miei fratelli mi picchiavano, finii all’ospedale per un calcio”

I Lo Giudice applicavano la cosiddetta “pedagogia nera”, una forma “educativa” che fa ricorso alla violenza per educare i figli. A fare la rivelazione shock è stato Roberto Lo Giudice, marito di Barbara Corvi indagato per la scomparsa della moglie avvenuta 17 anni fa, in un lungo colloquio con Klaus Davi (online al link https://www.youtube.com/watch?v=7o6wLCuDdjE). «Da piccoli tutti i fratelli più piccoli prendevamo delle botte, venivamo svegliati con le botte: “Forza, a lavorare!”. Una volta uno dei miei fratelli mi diede un calcio che mi mandò all’ospedale, mi venne una febbre da cavallo, pensavo di morire».
Lo Giudice ha parlato anche a lungo di suo padre Giuseppe: «Papà era una persona meravigliosa. Era affettuoso. Io non ho conosciuto quel papà che tutti dicono mafioso, capomafia. Era un papà giusto, era un pacifista, se due litigavano lui metteva pace. Non ho mai visto delinquere mio padre. Dicono pure che era un boss. Boss è un modo di dire: se tu hai un gruppo d’amici, sei il più esuberante, il più fantasioso, quello che decide. Papà non era un criminale. Può darsi che era un criminale all’antica. Ma dare del criminale a papà è una cosa brutta. Era una persona all’antica quindi era una persona che con le parole risolveva tutto quanto. Magari oggi ci fosse uno come lui. Era un mediatore».
Ma c’è di più: il boss Antonino Lo Giudice pretendeva che suo fratello Roberto desse vita a una “base operativa” ad Amelia, in Umbria: «Mio fratello Nino ce l’aveva con me perché non l’avevo appoggiato. Io non l’avevo appoggiato perché lui voleva creare in Amelia una “base”, un supporto che non ha trovato. Qui non ha trovato supporto perché lui stava verso Macerata quando è scappato dalla protezione. Non ha trovato supporto». E, incalzato da Klaus Davi se la “base” fosse di stampo criminale, visto che in quel periodo Nino non era pentito, Roberto Lo Giudice ha risposto: «Forse voleva quello lì, può darsi pure».

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