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IAM Reggio Calabria: attività di vigilanza nella settimana dal 6 al 12 aprile 2026. Controllati i settori dell’edilizia e dell’agricoltura in collaborazione con la GdF

Gli ispettori del lavoro, nel contesto delle attività di vigilanza presso i cantieri edili, nella Locride, hanno individuato una ditta con un lavoratore extracomunitario “in nero”, privo di permesso di soggiorno, su sette operai complessivamente individuati al momento dell’accesso. La ditta è stata “sospesa” per il superamento della soglia del 10% di lavoro nero, inoltre il datore di lavoro è stato raggiunto da una prescrizione tecnica per il ripristino delle protezioni collettive e individuali per evitare le cadute dall’alto durante i lavori sul tetto.

Per riprendere la propria attività,  il titolare dovrà versare la somma aggiuntiva di 2.500 euro. Inoltre, essendo l’operaio sprovvisto di permesso di soggiorno e quindi non “regolarizzabile” oltre alla maxi-sanzione aggravata per lavoro nero pari a 4600 euro il datore del lavoro dovrà risponderne davanti al Giudice.

Sempre nello stesso cantiere, un’altra ditta è stata sospesa per l’occupazione irregolare di un lavoratore su due individuati operativi al lavoro. In questo caso, per riaprire, oltre alla regolarizzazione formale del dipendente, l’impresa dovrà versare la somma aggiuntiva di 2.500 euro. La maxi-sanzione è pari a 3900 euro. Il datore di lavoro, inoltre, dovrà rispondere per la mancata visita medica e l’omessa formazione sui rischi lavorativi, oggetto di specifiche prescrizioni di natura penale.

Con la Guardia di Finanza, gli ispettori di Lavoro, sulla fascia Jonica della Provincia reggina, hanno sospeso un ulteriore cantiere edile per l’occupazione irregolare di un lavoratore su due individuati all’accesso. In questo caso, per riaprire, la ditta, oltre alla regolarizzazione formale del dipendente, dovrà versare la somma aggiuntiva di 2.500 euro. La maxi-sanzione è pari a 3900 euro, cui si aggiungono gli importi previsti dalle prescrizioni penali notificate per l’omessa sorveglianza sanitaria e il mancato corso sulla sicurezza.

In un’azienda agricola ubicata nel territorio compreso tra l’Aspromonte e la catena montuosa delle Serre, il personale ispettivo della sede di Reggio Calabria ha adottato il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale a seguito dell’accertato impiego irregolare di tre lavoratori, tutti risultati non regolarmente assunti al momento dell’accesso.
Ai fini della revoca della sospensione, il datore di lavoro dovrà procedere alla regolarizzazione dei rapporti di lavoro e al versamento della somma aggiuntiva pari a 2.500 euro; l’ammontare complessivo delle sanzioni amministrative contestate è pari a 7.800 euro. Contestate anche le irregolarità connesse alla mancata effettuazione della sorveglianza sanitaria e all’omessa formazione dei lavoratori.

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