Arte fotografica, antichi racconti e una narrazione sociale profondamente legata al territorio della Locride, al fine di diffonderne l’immagine migliore.
È “La Leggenda degli zingari”, l’opera letteraria del docente Pietro Cremona e del fotografo Domenico Cavallo (che nel suo supporto multimediale viene arricchita dalle musiche del cantante Bruno Panuzzo), che nei giorni scorsi è approdata nelle sale del Viminale, suscitando l’attenzione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, come si evince dal riscontro formale inviato dal Direttore dell’Ufficio di Segreteria Simone Guerrini.
Una lettera che rende orgogliosi gli autori, sempre più convinti della valenza sociale del progetto, avviato lo scorso mese di novembre con la presentazione a Washington alla biblioteca “Capitol Hill Books”, prima del ritorno in Italia, trovando una nuova e significativa consacrazione nei luoghi della Locride che ne hanno ispirato la genesi. Qui, in un contesto carico di suggestione e autenticità, la presentazione si è svolta alla presenza di una madrina d’eccezione, l’attrice Ornella Muti, icona del cinema italiano e internazionale, già insignita del “Premio Incontri Notevoli 2025”.
Oggi “La Leggenda degli Zingari” non è più soltanto un’opera editoriale, ma un progetto culturale in divenire, dotato di una propria identità autorevole e riconoscibile.
Tra le prospettive future si delineano iniziative di ampio respiro: percorsi didattici rivolti alle scuole del territorio, itinerari turistico-enogastronomici e attività formative volte a valorizzare i luoghi protagonisti della narrazione.
Alla base di questo ambizioso progetto vi è un’origine semplice e autentica: l’incontro tra il docente e scrittore Pietro Cremona — oggi anche presidente della Fondazione che porta il suo nome —, il valido fotografo Domenico Cavallo e l’eclettico e visionario artista Bruno Panuzzo, autore delle musiche che accompagnano il volume multimediale. Un sodalizio creativo animato da una visione comune: promuovere, in Italia e nel mondo, il patrimonio culturale e umano della Locride. Il viaggio de “La Leggenda degli Zingari” prosegue dunque senza sosta.
