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Stasi: “Calabresi arrancano e il centrodestra spende soldi per il proprio poltrinificio”

“In un momento delicato come questo in Comune ci stiamo chiedendo, ossessivamente, come mitigare i danni di una nuova emergenza energetica, dopo quella del 2022 e 2023 che ancora pesa, e come aiutare i cittadini, anche con provvedimenti straordinari. Nello stesso momento il centrodestra liberal-chic calabrese, cioè liberale solo per le proprie manovre, ha in testa una sola ossessione: poltrone”. Lo afferma in una nota il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi.

“I sottosegretari regionali – prosegue Stasi – diventeranno una figura leggendaria, un monumento alla inutilità politico-istituzionale. Due soggetti da accontentare con una poltrona ma soprattutto uno stipendio da assessore, una struttura da assessore (nella quale accontentare a loro volta altri porta-borse, porta-macchine, porta-simpatie ecc.), che possono partecipare alla giunta ma che non possono votare in giunta. Un capolavoro di ipocrisia tale da fare concorrenza all’ormai storico ‘salto mortale delle accise’ della Meloni, colei che all’opposizione le aboliva, nei primi anni di governo le manteneva e dopo un po’ le aumentava. Un capolavoro che costa? In totale dovrebbero essere ‘solo’ 972mila euro all’anno di soldi nostri, così distribuiti: 347mila euro per le indennità dei due sottosegretari; 625mila euro per le strutture”.

“Avete capito bene: la stessa Giunta regionale – dice Stasi – che non trova un euro in bilancio, per esempio, per la stabilizzazione dei precari, caricando tutto squallidamente sui Comuni e sbattendo in mezzo alla strada oltre un migliaio di persone, trova improvvisamente quasi un milione di euro all’anno per questo ignobile poltronificio che non si limita, per altro, ai sottosegretari. Nell’ultimo Consiglio regionale, infatti, è stata votata una legge-insalata, che provano a mascherare con termini apparentemente importanti come ‘omnibus’, votata ovviamente solo dalla maggioranza, con la quale si è messo mano alle discipline più disparate, dalle case funerarie alla sanità”.

“In questa insalata – prosegue Stati – c’è anche un altro tassello del poltronificio liberal-chic della destra: il commissario del Parco del Coriglianeto. Un ente che praticamente non è ancora nato, che dovrebbe servire a valorizzare la valle del nostro torrente insieme ad altre località di pregio, e che parte già in regime straordinario, nel rispetto della tradizione di questa Giunta regionale che praticamente ha commissariato tutto, persino se stessa. Una scelta che non ha alcun senso, ovviamente, perché non si tratta di un adempimento urgente, non ci sono scadenze, non c’è alcuna emergenza, ma ha un solo obiettivo: il poltronificio. Quanto ci costerà? Per l’ente Parco sono stanziati al momento ‘solo’ 100mila euro l’anno, che saranno consumati quasi tutti per i costi del commissario. Qualcuno dirà: il commissario in realtà sostituisce gli organi statutari, quindi non ha un costo, ma è proprio questo il punto. Gli organi ordinari del Parco, dal presidente al Consiglio direttivo, avrebbero dovuto essere proposti e condivisi dalla Comunità del Parco, quindi dai sindaci, in uno spirito di condivisione e programmazione territoriale, ma l’obiettivo evidentemente non era la programmazione ma avere un’altra casella libera da usare liberamente e, in questo caso, le regole democratiche erano un ostacolo”.

“Questo è lo spirito con il quale Occhiuto e company continuano, ormai da cinque anni, ad alimentare il pachidermico poltronificio nel quale hanno trasformato l’istituzione regionale. La Calabria aveva e continua ad avere bisogno di programmazione e di coraggio, non di gestione del potere e nomine politiche”, conclude Stasi.

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