Uno straordinario esempio di sacralita’ mista ad appuntamenti che hanno un indirizzo quasi profano: sono queste le caratteristiche principali dei riti della Pasqua in Calabria. Si tratta di appuntamenti che, nella gran parte dei casi, si tramandano da secoli, aggiungendo ulteriore intensita’ al periodo.
Con la giornata di venerdi’ si entra, invece, nel vivo dei riti e la rappresentazione pratica della Pasqua diventa altamente simbolica, a tratti particolarmente forte e intensa. E’ il caso dei “Vattienti” di Nocera Terinese (Cz) che ripropongono la passione di Cristo attraverso gesti solenni, con uomini che si procurano ferite sul corpo con un pezzo di sughero a cui sono fissati vetri taglienti.
Ma tra i riti pasquali in Calabria ci sono tanti altri esempi di devozione, come la “Naca” di Catanzaro, con la culla che custodisce il corpo di Cristo portata a spalla per le vie del centro storico. Analoga la storica processione della “Naca” di Cropani, nel Catanzarese. Quindi, le processioni di Vibo Valentia, con la Madonna Addolorata che cerca la tomba del figlio, oppure quella di Mammola, Reggio Calabria, Mesoraca, Cerchiara, Briatico e tanti altri centri, dove si rappresentano la sofferenza di Cristo fino alla suggestiva resurrezione, come nel caso delle “Affruntate”.
Nelle tradizioni tramandate da decenni, in alcune processioni si accompagnano le statue con il suono di piccoli strumenti a fiato, realizzati completamente a mano. Tanti i paesi legati alla rappresentazione della Passione di Cristo, con vere e proprie opere teatrali messe in scena dai fedeli con un impegno che coinvolge spesso quasi tutta la comunita’ per diversi mesi di preparazione.
