Si è appena concluso “Atlante delle Sirene”, il progetto di pedagogia teatrale realizzato all’interno della Comunità Ministeriale per minori di Catanzaro, a cura di Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea e promosso dall’Associazione Hermit Crab.
Atlante delle Sirene si configura non solo come esperienza educativa e artistica, ma anche come strumento per raccontare il lato umano di chi lavora e vive in prima persona la realtà delle Comunità Ministeriali: luoghi chiusi allo sguardo esterno, spesso ignorati o visti solo attraverso un pregiudizio da coloro che vivono al di fuori. Attraverso pratiche come il teatro, emerge con forza il lato umano di chi vive in questi contesti, che ha avuto a che fare con la giustizia, ma che ha tutto il diritto di essere visto e ascoltato.
Il laboratorio, iniziato il 24 febbraio, è ispirato alla figura mitologica delle donne metà pesce, creature di confine tra terra e mare: un’esplorazione attraverso tecniche di pedagogia teatrale, di improvvisazione e teatro animato.
«Abbiamo voluto seguire il filo rosso pensando a queste creature come calamite di sventura ma anche portatrici di sogni. É questo per noi il focus della ricerca, che ha una duplice direzione, ricerca interiore e ponte relazionale con l’esterno, a partire dal gruppo che si è formato, fortemente eterogeneo, composto dagli ospiti della Comunità Ministeriale, operatori, educatrici, volontarie della Croce Rossa, e studentesse dell’Università della Magna Graecia» dichiarano Ester Tatangelo e Stefano Cuzzocrea di Hermit Crab. «Questo – continuano i due pedagoghi – ha consentito uno scambio costante e diretto tra i diversi ambiti della città, connettendo la Comunità Ministeriale con il territorio esterno circostante. Ed è grazie a queste dinamiche di apertura, che può avvenire un reciproco arricchimento, cadono i pregiudizi (da fuori) e concretamente si prospetta un processo di formazione e integrazione».
La restituzione alla comunità interna della struttura
Lo scorso 7 maggio, il gruppo di lavoro ha presentato la ricerca condotta da febbraio, allestendo una narrazione scenica sul tema di “Ulisse e le sirene”, tratto dall’Odissea, con interpolazioni di Kafka e la mitologia greca. La condivisione è avvenuta a porte chiuse, con la partecipazione esclusiva della comunità interna della struttura, del direttore Massimo Martelli e del dirigente Alan Gron del Centro per la Giustizia Minorile: una scelta congiunta dettata dalla volontà di tutelare i minori coinvolti, al fine di preservare uno sguardo sensibile e rispettoso del loro percorso.
L’11 maggio ha avuto luogo un ulteriore momento interno di confronto e riflessione: un cerchio tra partecipanti e gruppo di lavoro, pensato per raccogliere ciò che è emerso durante quasi tre mesi di percorso e per rendere manifesto l’apertura di uno spazio di consapevolezza che potrebbe continuare nel tempo.
Archivio e momento pubblico di confronto
Parte integrante e sostanziale del percorso e del processo pedagogico è stata la creazione di un archivio. A collaborare alla documentazione il fotografo Angelo Maggio, l’illustratore Rocco Stranieri, che durante le sessioni di lavoro hanno realizzato scatti fotografici e immagini illustrate, e la regista Barbara Rosanò, che durante le ultime giornate di progetto si è occupata di filmare le varie attività. La differente documentazione vuole restituire, nel rispetto dei partecipanti e della loro privacy, l’essenza del percorso.
Nei prossimi mesi, l’associazione Hermit Crab, in collaborazione con l’associazione I Frati, promuoverà un momento pubblico di confronto, coinvolgendo operatori ed esperti di Comunità Ministeriali, insieme a realtà impegnate nella pedagogia teatrale e nel lavoro educativo in contesti di fragilità, per condividere pratiche, riflessioni e prospettive future. Durante l’evento è prevista la visione del video realizzato da Barbara Rosanò, contestualmente all’esposizione delle foto realizzate da Angelo Maggio e alle illustrazioni di Rocco Stranieri.
“Atlante delle Sirene” è promosso dall’associazione Hermit Crab, in collaborazione con Associazione I Frati (Ex Convento Belmonte), la Comunità Ministeriale di Catanzaro e realizzato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.
