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Occhiuto su SkyTg24: “Riflessione su futuro Forza Italia iniziata già prima del referendum”

”La riflessione su come Forza Italia debba pensare al suo futuro era già iniziata prima del referendum; poi è chiaro che il referendum ha assopito ogni discussione su questo tema perché era giusto combattere tutti insieme una battaglia comune, identitaria per Forza Italia”.

Lo ha detto Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria e vice segretario nazionale di Forza Italia, intervenendo a ”Start”, su SkyTg24. ”Forza Italia è stata la più grande innovazione della politica negli ultimi anni, quando Berlusconi l’ha creata. Da tempo ci si chiede come possa continuare ad essere un partito capace di innovare il centrodestra. Non è in discussione Tajani. Io vedo che ogni volta che si parla di discussioni all’interno di Forza Italia è come se si mettesse in discussione Tajani. Tajani – prosegue – ha il merito di aver fatto sopravvivere il partito in questi anni complicati, però ora si tratta di trovare le condizioni per dare nuovo smalto, per aprire questo partito ad energie nuove, anche a contenuti innovativi. Parlavamo prima dei diritti civili che servono per dare profilo ad un partito che forse è visto dai giovani non più come un partito moderno, smart, come era ai tempi in cui Berlusconi lo ha fondato”.

“Parlavamo delle iniziative da fare per avvicinare quanti non vorrebbero votare per il centrosinistra, ma non vedono nella proposta del centrodestra una proposta realmente innovativa, moderna. Noi dobbiamo fare questo, e quindi dobbiamo avere meno ansia per il tesseramento, per i congressi, e forse un po’ di ansia in più per le idee che dobbiamo fornire al centrodestra. Di congressi sono morti i partiti tradizionali, un tempo i congressi si facevano per stabilire la linea politica di un partito. Oggi ci sono ben altre modalità molto più partecipate, quindi forse conviene parlare un po’ di meno dei congressi e del tesseramento; dietro congressi e tesseramento, spesso, si sono sviluppate patologie che hanno portato alla fine dei partiti tradizionali”, conclude.

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