La scalinata del waterfront, che su proposta del coordinatore del Concorso nazionale Poesia per la PACE, dr. Giovanni Suraci, sarà intitolata “SCALINATA DEI POETI”, si è riempita di giovani voci. Non di quelle già note, ma di quelle degli studenti alfine di destinare una precisa e inequivocabile ’identità culturale alla prestigiosa location. Tra i monumentali gradini, infatti, si è svolto l’incontro poetico dal titolo “VERSI DI PACE”. Gli studenti per l’occasione hanno scritto e declamato le loro poesie. Le parole erano le loro, nate qui, in questa città, con la rabbia e la speranza di tanti ragazzi che non accettano di essere spettatori. Ed è qui che i poeti, anche quando sono ragazzi, fanno il loro lavoro vero: svegliano le coscienze. Non addolciscono la realtà, la chiamano per nome. Dicono guerra quando c’è la guerra, ingiustizia quando c’è l’ingiustizia, indifferenza quando tutti abbassano lo sguardo. E lo fanno senza chiedere il permesso, perché la poesia non negozia. Quelle parole hanno costretto chi ascoltava a smettere di distrarsi. Hanno parlato di responsabilità, di cosa significa non tacere quando vedi qualcosa che non va, di quanto conti dire “io c’ero” invece di voltarsi dall’altra parte.
I ragazzi hanno risposto. Non con applausi di circostanza, ma con i versi, con interventi, con il fastidio buono di chi capisce che il discorso non parla di loro da lontano, ma parla a loro direttamente. La poesia ha funzionato perché non ha cercato il consenso. Ha messo davanti agli occhi ciò che spesso si preferisce non vedere. E quando lo vedi, non puoi più dire che non è compito tuo. Un ruolo importante lo ha avuto il luogo. La scalinata monumentale del waterfront è uno spazio aperto, affacciato sullo Stretto, che per molti rappresenta solo un passaggio. “Oggi è diventata qualcosa di diverso, così ha dichiarato l’organizzatore dell’incontro Giovanni Suraci, aggiungendo che la scalinata non è ancora, al momento, un punto di incontro consolidato per la città. Ma eventi come questo ricordano che potrebbe esserlo. Gradini, mare e parole sono bastati per trasformare un luogo di transito in uno spazio di aggregazione culturale e sociale. Basta ridare ai luoghi pubblici la funzione per cui sono nati: far incontrare le persone per discutere di cose comuni. Reggio oggi si è ricordata che la cultura non è solo ciò che sta nei musei. È ciò che succede tra la gente, all’aperto, senza biglietto. E i ragazzi, quando scrivono e recitano le loro poesie, non stanno facendo un esercizio scolastico. Stanno dicendo alla città come la vedono, e chiedendo di essere presi sul serio”. Il messaggio ricevuto dagli studenti è stato chiaro: non vi chiediamo di amarci. Vi chiediamo di non tacere. Se una poesia vi fa arrabbiare, bene. Se vi fa pensare, meglio. Se vi fa alzare la mano per dire la vostra, allora l’incontro ha avuto senso. “La scalinata dei poeti” oggi ha restituito a Reggio una scena che le appartiene: la città che parla a sé stessa e al mondo, senza palco distante e senza barriere. Solo voci, gradini e mare. Se questa è la direzione, la pace di cui si è parlato smette di essere un tema da convegno e diventa un’abitudine, un modo di stare insieme. E la poesia, per una volta, non è stata un lusso. È stata necessaria. Un momento di emozione si è aggiunto quando sono intervenuti in scena i ragazzi del progetto Codanzare dell’Associazione Studio Arte, un percorso di inclusione sociale che utilizza il linguaggio del teatro, della danza e del movimento per coinvolgere ragazzi e giovani anche in situazioni di fragilità, valorizzando la creatività come strumento di crescita, relazione e partecipazione.
I ragazzi oggi hanno fatto una performance promozionale di Kamishibai, pensata come anteprima narrativa e suggestiva per accompagnare il pubblico all’immaginario dello spettacolo. L’intero progetto si fonda su dinamiche di inclusione e mutuo aiuto, dove l’arte diventa uno spazio condiviso capace di abbattere barriere, favorire l’espressione personale e costruire comunità attraverso il valore della differenza.
Giovanni Suraci, infine, ha rivolto un grazie sentito e affettuoso ai tanti poeti presenti che si sono sacrificati nel non declamare le loro poesie, ma sono stati vicini e hanno offerto spazio ai ragazzi, dimostrando altruismo e alto senso di civiltà partecipativa. L’incontro si è concluso con la speranza che le Associazioni culturali possano seguire l’esempio e utilizzare la prestigiosa scalinata per altri eventi. La cultura con la sua contaminazione positiva e perché no, anche competitiva, in una città come Reggio Calabria offre scenari senza limiti e confini aperti a tutti.
Scuole presenti all’incontro:
De Amicis -Bolani
Docenti, Alberto Abbratozzato, Amalia Condemi, Miriam Marino, Anna Maria Cosco, Marianna Mangano.
ITT Panella Vallauri:
docenti, Maria Grazia Colacresi,
Simona Castelfranco
Polo tecnico professionale Righi-Boccioni Fermi:
docenti, Teresa Palumbo e Francesco Milardi
Liceo Gullì:
docenti: Lucia Spinelli, Fortunata Laganà, Claudia Scappatoia, Giuseppe Licordari
Associazione Studio Arte
direttore artistico, Vincenzo Campanella
Musicista: Maestro Franco Donato
Ha coordinato e condotto:
Giovanni Suraci
Art director
Orsola Toscano
Ospite:
Presidente onorario “Concorso nazionale Poesia per la Pace”
dr. Francesco Malara
