“Poiché tutti possono, in un modo o nell’altro, ciascuno nella sua sfera e secondo le sue forze, contribuire in qualche misura a questa buona opera”, così citava Henry Dunant, fondatore della Croce Rossa nel lontano 1864. Sono passati ben 162 anni ma e ne sono state scritte pagine di storia mondiale, italiana e calabrese della più importante organizzazione umanitaria, ma, ad oggi, purtroppo, il Comitato di Cosenza è stato lasciato solo. Il Comitato cittadino, presieduto dal dott. Francesco Gentile, è alla disperata ricerca di una sede che possa garantire lo svolgimento delle numerose attività che i 250 volontari svolgono intensamente sul territorio locale e con competenza su ben 31 comuni. Più di un anno fa il personale della Cri è stato costretto a lasciare la sede storica di Rende, a seguito di quella ritenuta una ingiusta decisione della gestione commissariale dello stesso comune. «Un provvedimento che ha messo in ginocchio e ha costretto tutta la struttura – dichiara il presidente Gentile – ad una riorganizzazione, con estremi sacrifici ed in un tempo rapidissimo, in una sede a Montalto Uffugo. Oggi però, ci troviamo di fronte a un paradosso atroce. Il progresso, sotto forma del raddoppio della rete ferroviaria ad opera di Rete Ferroviaria Italiana nella zona di Santa Maria di Settimo, sta letteralmente cancellando la nostra attuale sede operativa. A causa degli espropri effettuati da RFI – continua Gentile – abbiamo già dovuto abbandonare repentinamente il 60% della struttura. I nostri magazzini di Protezione Civile, le scorte sanitarie, i materiali di prima emergenza ed il parcheggio automezzi di soccorso sono ora precari, e nel giro di pochi mesi dovremo lasciare definitivamente anche l’ultima parte di struttura ancora in nostro utilizzo». Senza una sede, non è solo la Croce Rossa a fermarsi, ma un intero sistema di sicurezza sociale. «La nostra flotta conta 18 automezzi di soccorso – dice Gaetano Rizzuto, vice presidente del Comitato della Croce Rossa di Cosenza- tra ambulanze, fuoristrada, camion e pullman, in questo momento c’è l’alto rischio di doverli lasciare in mezzo alla strada e non possiamo lasciare che ciò accada in quanto noi siamo il braccio operativo nelle emergenze di protezione civile, assistenza sanitaria, distribuzione di viveri e medicinali alle famiglie indigenti hinterland e tante altre attività che quotidianamente svolgiamo». La storia racconta di come la Croce Rossa è sempre stata vicina all’esigenze del popolo ed oggi, invece, più precisemanete il comitato di Cosenza lancia un appello ai sindaci del comprensorio cosentino, nonché a chiunque ne abbia possibilità, per poter trovare una sede che possa accogliere l’intera macchina organizzativa. L’invito è rivolto ai sindaci dei comuni limitrofi al capoluogo di Cosenza per poter valutare una possibile concessione di strutture o capannoni, preferibilmente nelle zone vallive e in prossimità delle principali vie di comunicazione, proprio per poter garantire servizi di soccorso immediati. «Non permettete che la più grande associazione di volontariato al mondo – dice Gentile – debba ammainare la propria bandiera nel nostro comprensorio per mancanza di uno spazio fisico.
Cosenza, la Croce Rossa cerca casa: “Troppi no, ora rischiamo il blocco”
Articoli Correlati
