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Voucher Digitali Calabria, il Polo Digitale Calabria deposita l’accesso agli atti: “Vogliamo i log di sistema, la trasparenza non è un optional”

Dalle parole ai fatti. Il Polo Digitale Calabria, per voce del suo Presidente Emilio De Rango, annuncia di aver depositato in data odierna una formale istanza di Accesso agli Atti presso i dipartimenti competenti della Regione Calabria in merito alle graduatorie provvisorie del bando “Voucher Digitalizzazione”.
L’azione si è resa necessaria a seguito di numerose segnalazioni ricevute dalle imprese e di un approfondito audit tecnico condotto dall’associazione, che ha fatto emergere forti dubbi sulla regolarità dell’ordine cronologico delle domande. “Abbiamo analizzato i dati pubblici e i conti non tornano” – dichiara De Rango. “Risultano protocolli inviati successivamente che hanno scavalcato domande precedenti e una gestione della piattaforma che sembra aver penalizzato chi ha inviato la domanda nei primi secondi del click-day. Chiediamo ufficialmente la visione dei file di log per certificare al millisecondo l’esatto momento di ricezione di ogni istanza.
Oltre alle anomalie tecniche, è inaccettabile che le imprese debbano subire tempi biblici di attesa: un anno di stallo per una graduatoria provvisoria è un’eternità che mette in ginocchio la programmazione aziendale. Nel mondo del digitale, un anno di ritardo significa rendere obsoleti progetti e investimenti ancora prima di iniziare”
L’Appello del Presidente: “Basta sudditanza burocratica”
In un passaggio accorato della nota, Emilio De Rango rivolge un appello diretto al tessuto produttivo calabrese:
“Invito tutte le aziende a divenire parte attiva di questa nostra iniziativa. Proprio sulla base delle numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto dalle imprese, che documentano presunte anomalie e incongruenze nei tempi di ricezione, abbiamo deciso che non è più tempo di attendere. La nostra visione nasce da decenni di sudditanza burocratica che ha visto, e continua a vedere, eccellenze produttive ferme e bloccate davanti a una gestione dei bandi che somiglia troppo spesso a un sorteggio.
Basta restare in silenzio con la mano tesa verso le istituzioni, quasi a elemosinare un diritto. Il tessuto imprenditoriale regionale deve reagire, e deve farlo ora, per dare un futuro di trasparenza alla nostra regione e ai nostri figli. Le imprese non sono codici su un server potenzialmente difettoso: meritano rispetto e risposte certe.

Siamo consapevoli che, troppo spesso, la paura di esporsi spinge molti imprenditori a scegliere il silenzio e l’anonimato. È la rassegnazione di chi, pur di non incrinare rapporti, preferisce soccombere oggi nella speranza di ottenere domani un ‘ascolto privilegiato’. Vogliamo spezzare definitivamente questo meccanismo di sudditanza culturale. I finanziamenti pubblici non devono essere un favore concesso per benevolenza, ma un diritto riconosciuto al merito. Non può esserci futuro per la nostra terra se l’impresa è costretta ad affidarsi al ‘contatto giusto’ anziché alla trasparenza di un server e alla certezza delle regole.”

La Proposta: Tavoli Tecnici per una Nuova Governance
Oltre alla denuncia, il Polo Digitale avanza una proposta costruttiva per evitare che simili criticità si ripetano:
“Chiediamo formalmente alla Regione Calabria di includere il Polo Digitale nei tavoli tecnici e di partenariato come portavoce delle aziende del settore. Vogliamo offrire il nostro contributo tecnico affinché la programmazione dei futuri bandi sia all’altezza delle sfide tecnologiche attuali. Essere parte attiva significa garantire che l’innovazione in Calabria non sia più una lotteria, ma un percorso trasparente e condiviso.”

 

La soluzione: Scorrimento o Contenzioso
“Il nostro obiettivo non è bloccare il bando, ma ristabilire la giustizia” – conclude De Rango. “Se l’accesso agli atti confermerà le falle tecniche che abbiamo ipotizzato, la Regione Calabria avrà il dovere di agire in autotutela. L’unica via d’uscita onorevole è lo scorrimento totale della graduatoria tramite un rifinanziamento immediato della misura. In caso contrario, supporteremo le aziende in ogni sede, inclusa quella del TAR, per accertare la verità.”

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