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“Hello, I’m Johnny Cash”: a Lamezia ottavo appuntamento dedicato al leggendario Man in Black per “Sound & Vision”

Dopo lo straripante live del primo superospite internazionale, Jake Walker, l’ambasciatore del blues di New York City, nuovo appuntamento nel segno della tradizione americana per “Sound & Vision”, la rassegna promossa da Il Santo Bevitore e Magic Bus, trasmissione radiofonica curata dal critico musicale e speaker radiofonico Francesco Sacco, che da ormai quattro mesi sta riportando la musica dal vivo nel cuore di Lamezia Terme. Musica che stavolta, come già accaduto a marzo in occasione del partecipatissimo evento “Deliver Me From Nowhere: Nebraska by Bruce Springsteen”, sarà accompagnata dalle parole nel corso di un nuovo live & talk dedicato al nome forse più importante della storia del country: Johnny Cash, protagonista assoluto di “Hello, I’m Johnny Cash”, ultimo appuntamento di aprile targato “Sound & Vision”.

A parlarne, come sempre tra musica e parole, uno dei massimi esperti sull’argomento in Calabria, il cantautore Graziano Renda, in arte Gray, e lo stesso Francesco Sacco, direttore artistico della rassegna. Un talk imperdibile per tutti i fan del “Man In Black” americano, arricchito dal mini live set a tema di Gray, già promotore del progetto “GraysingsCash”, e dall’ascolto in vinile di una manciata di tracce semplicemente immortali. Appuntamento fissato per giovedì 30 aprile, alle 19, nel “Saloon” de Il Santo Bevitore. Ingresso gratuito. Per info e prenotazioni 3397504143.


Retrospettiva su Johnny Cash

Johnny Cash è uno degli artisti più importanti, influenti e rispettati nella storia della musica. Dai suoi monumentali album dal vivo registrati in prigione fino ai suoi notevoli e senza precedenti trionfi artistici di volontà e saggezza in tarda età, il suo impatto sulla nostra cultura è profondo e duraturo.
John R. Cash nacque in una famiglia di mezzadri dell’Arkansas nel pieno della Grande Depressione, e quella vita difficile gli instillò una riverenza per la famiglia, la terra, Dio e la verità che ha plasmato la sua incredibile vita e la sua visione per oltre mezzo secolo di carriera. Dopo un periodo nell’Aeronautica degli Stati Uniti, dove si distinse come operatore di intercettazione radio, e tentativi meno fortunati come operaio in una fabbrica di automobili e venditore porta a porta di articoli per la casa, Cash fece il suo ingresso sulla scena musicale nel 1955 con la leggendaria Sun Records di Memphis. Fu qui, nel “luogo in cui nacque il rock and roll”, che il mondo conobbe la sua voce inconfondibile e il suo talento di cantautore, attraverso classici intramontabili come “I Walk the Line”, “Big River” e “Folsom Prison Blues”.

Con la maturazione artistica, Cash condusse i suoi discepoli in avventure spirituali e profonde, tra cui “Ride This Train”, un resoconto di viaggio tra i panorami e i suoni della sua amata patria; “Blood, Sweat and Tears”, il canone del blues operaio di Cash; “Bitter Tears”, un’analisi bruciante del trattamento riservato ai nativi americani; “The Holy Land”, “Hymns from the Heart” e altre dichiarazioni profondamente personali di fede e devozione; oltre, naturalmente, agli storici concerti nel carcere di Folsom e San Quentin, dove dimostrò che la compassione e la guarigione sono più intrinseche all’umanità della vendetta e del disprezzo.
Nel 1969, il Johnny Cash Show rappresentò una fusione rivoluzionaria di stili musicali, voci nuove e leggende intramontabili che lo elevò all’apice della sua arte, portandolo su palchi prestigiosi come la Casa Bianca, la Carnegie Hall, oltre la Cortina di Ferro e persino in Irlanda del Nord, dove i combattenti dei Troubles interruppero temporaneamente le ostilità per riunirsi in una chiesa di Belfast e ascoltarlo cantare, seppur da fazioni opposte. Quando divenne l’artista discografico con il maggior numero di vendite al mondo, fu la conferma della sua universalità. Mentre la maggior parte degli artisti segue l’adagio di Neil Young, e finisce per bruciarsi o svanire, Johnny non fece né l’una né l’altra cosa. Negli ultimi anni della sua vita, un nuovo pubblico accorreva ad ascoltare le sue riflessioni sul significato dell’essere umano. Le sue potenti dichiarazioni sull’amore, il perdono, la vita e la morte hanno parlato attraverso il tempo e le generazioni, e continuano a farlo ancora oggi. Alla fine della sua vita, Johnny Cash era diventato non solo il paladino e la coscienza dell’esperienza americana, ma anche un portale attraverso il quale i mortali intravedono l’immortalità, un esempio di superamento delle avversità attraverso l’onestà e un modello da seguire nell’eterna ricerca della redenzione e della promessa di un giorno senza nuvole.

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