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89° anniversario della morte di Antonio Gramsci a Caulonia. Lancia e Maiolo: “Il suo pensiero vive nei nostri impegni quotidiani per uan società più giusta”

Oggi, 27 aprile 2026, ricorre l’89° anniversario della morte di Antonio Gramsci, uno dei più grandi intellettuali e pensatori politici che l’Italia abbia mai espresso. Gramsci si spense a Roma il 27 aprile 1937, dopo anni di dura prigionia inflittagli dal regime fascista, lasciando in eredità all’umanità un patrimonio di pensiero straordinario, che ancora oggi orienta chiunque creda nella centralità della cultura, dell’educazione e della partecipazione democratica.
Sentiamo il dovere civile e morale di ricordare questa figura straordinaria in una giornata così significativa. Gramsci non fu soltanto un teorico: fu un uomo che pagò con la libertà e con la vita la propria fedeltà alle idee, convinto che la trasformazione della società passasse innanzitutto attraverso la conquista della coscienza critica e dell’egemonia culturale.
I suoi Quaderni del Carcere, scritti in condizioni di prigionia e di salute precaria, rimangono uno dei monumenti del pensiero novecentesco. In quelle pagine, Gramsci riflette sul ruolo degli intellettuali, sulla scuola come strumento di emancipazione, sulla necessità di costruire dal basso una cultura condivisa e partecipata. Parole che, a distanza di quasi un secolo, risuonano con straordinaria modernità e urgenza, specialmente per chi, come noi amministratori locali, si trova ogni giorno a promuovere la cultura come bene comune.
A Caulonia, nel segno di una tradizione civica che ha sempre guardato con attenzione alla formazione delle coscienze e alla vita della comunità, vogliamo oggi onorare la memoria di Gramsci non con semplici parole di circostanza, ma rinnovando l’impegno concreto affinché la cultura resti al centro delle politiche locali. Crediamo, con lui, che ogni essere umano sia un potenziale intellettuale, e che il compito delle istituzioni sia quello di offrire strumenti, spazi e occasioni per far fiorire questo potenziale.
“Tutti gli uomini sono intellettuali” — scrisse Gramsci — “ma non tutti gli uomini hanno nella società la funzione di intellettuali”. È questo uno degli insegnamenti più potenti che ci ha lasciato: l’invito costante a non rassegnarsi, a non accettare passivamente la realtà, ma a lavorare instancabilmente per cambiarla, partendo proprio dalla valorizzazione delle persone e dei loro saperi.
In questo anniversario, il pensiero va anche a tutti coloro — insegnanti, operatori culturali, volontari, cittadini attivi — che ogni giorno, magari in silenzio, lavorano per tenere viva la fiamma della conoscenza e della partecipazione nelle nostre comunità. A loro, e alla memoria di Antonio Gramsci, il nostro ringraziamento e il nostro rispetto più profondi.

 

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