“Amo la libertà della stampa più in considerazione dei mali che previene che per il bene che essa fa” - Alexis de Tocqueville
HomeFronte del palcoFronte del palco CatanzaroL’amicizia oltre il bianco: il trionfo di “Tre amiche e uno sciatore”...

L’amicizia oltre il bianco: il trionfo di “Tre amiche e uno sciatore” al Teatro Grandinetti di Lamezia

Con una sala gremita il Teatro Grandinetti ha ospitato lo spettacolo“Tre amiche e uno sciatore”, inserito nel cartellone Vacafest e Teatri della Magna Grecia con la direzione artistica di Nico Morelli e Ercole Palmieri. La pièce, una produzione Lighthouse in coproduzione con I Vacantusi, si è presentata al pubblico – e alla giuria tecnica FITA per il concorso Bronzi di Riace 2026 – come un sofisticato meccanismo di introspezione psicologica mascherato da commedia. Sul palco le attrici Sabrina Pugliese, Angela Gaetano e Fedora Cacciatore.
A muovere la trama è una tela bianca ed il suo senso, un interrogativo scenografico, che la regia di Saverio Tavano, coadiuvato da Annamaria Gaetano, ha colto presentando il palco come uno spazio interamente bianco, dove, agli occhi degli spettatori, turbinosamente compaiono e scompaiono le tre amiche, protagoniste della pièce.
L’ acquisto di una tela bianca al prezzo esorbitante di un quadro di valore da parte di una di loro, scatena le reazioni delle altre due e, a cascata, un’accesa dialettica in un crescendo di rimproveri reciproci ed accuse che investono appieno quel rapporto personale che solo fino a poco prima era sembrato vero e saldo.
In questo agone emotivo, le tre interpreti hanno saputo delineare profili psicologici molto intensi, declinando con maestria le dinamiche che animano il testo: Sabrina è l’amica che giudica e misura ogni evento dall’alto della sua coscienza razionale. L’interpretazione ne ha ben colto le contraddizioni, offrendo al pubblico il ritratto di una donna certamente controllata e lucida, ma pervasa da un nervosismo sottile e costante, che prova a trascinarla verso l’abisso della crudeltà nel quale però non scivola mai. Angela è l’amica che acquista la tela e che, chiedendo il giudizio delle altre due, assume la veste della “imputata”, finendo per dover difendere, più che la sua scelta, la sua stessa persona travolta dalle critiche feroci e sarcastiche delle amiche.
Fedora è l’apparente anello debole e accomodante del triangolo. Una figura fragile, perennemente alla ricerca di un’approvazione che non arriva, schiacciata tra l’imminenza di un matrimonio e il peso di una vita che le sfugge tra le dita. Eppure, è lei che conoscendo bene e a fondo le amiche, riesce con la sua attitudine a mediare, a mantenere il rapporto.
Il “non quadro” finisce quindi per mettere a nudo l’ipocrisia di fondo che attraversa il rapporto che sembrava legare i tre personaggi, e in questa forza maieutica, svela e rivela il suo reale valore artistico, sulla cui finale e
collettiva comprensione si ricompone, attraverso la consapevole reciproca condivisione di ciascuna dell’anima dell’altra, il rapporto di amicizia che superficialmente stava all’inizio della storia.
La tela bianca era davvero un quadro che raffigura uno sciatore quando scompare nella neve, e le tre amiche, amiche lo erano per davvero, così che non a caso il regista ha scelto di fare recitare le attrici protagoniste della commedia, usando il loro vero nome.
Un successo della serata suggellato da grande entusiasmo e applausi scroscianti.

Articoli Correlati