La Calabria che ha sfilato al Macfrut 2026, la più prestigiosa vetrina dell’ortofrutta italiana, non è più una regione che si accontenta delle comparse. È un vero e proprio baricentro produttivo nazionale che ha cambiato passo, capace di trasformare i suoi frutti nel simbolo del riscatto e della resilienza di un popolo orgoglioso.
Il volto della “Calabria Orgogliosa” a Rimini
Tra gli stand della fiera di Rimini, a rappresentare come cittadino consumatore della nuova realtà calabrese, c’era Battista Muraca, Presidente dell’associazione Lo Sceriffo del Campo, che ha tracciato un bilancio lucido tra successi ottenuti e sfide future.
“Sentirsi calabresi al Macfrut è oggi motivo di grande orgoglio,” ha dichiarato Muraca. “Non siamo più legati alla sola Cipolla di Tropea – che resta il vessillo del nostro riscatto – o dell’olio. Oggi la nostra regione mette in scena un paniere di immenso rispetto: produciamo i 2/3 delle clementine italiane e deteniamo quasi il 60% della superficie biologica nazionale di piccoli agrumi. Dalle fragole alle Patate della Sila, dai finocchi alle angurie, fino alle nuove frontiere dell’esotico come avocado e mango, siamo diventati un punto di riferimento determinante.”
I numeri di un primato: tra eccellenza e innovazione
I dati parlano chiaro: l’ortofrutta calabrese non è solo tradizione, ma un settore dinamico che vale circa il 30% della Produzione Lorda Vendibile (PLV) regionale. Nonostante le sfide climatiche, il valore dell’export è cresciuto del +60% nell’ultimo decennio, segnando un +11% solo nell’ultimo anno.
La Calabria sta dimostrando una straordinaria capacità di diversificazione: accanto ai giganti come gli agrumi, cresce il comparto degli ortaggi (+21% dal 2016) e si espandono colture innovative come il Mandarino Tango e il kiwi, con la provincia di Catanzaro in prima linea nella riconversione verso la frutta tropicale.
Logistica e Marketing: le barriere da abbattere
Tuttavia, l’orgoglio di Muraca si accompagna a una riflessione pragmatica. “Siamo ancora troppo lontani dai mercati di consumo dove le fasce alto-spendenti del Nord Europa possono valorizzare i nostri prodotti,” spiega il Presidente de Lo Sceriffo del Campo. “Dobbiamo organizzare la logistica e unire le forze per essere più aggressivi. Il consumatore europeo oggi non cerca solo calorie, ma qualità della vita, e la nostra Dieta Mediterranea (Patrimonio UNESCO) è la risposta perfetta.”
La proposta: Un Osservatorio per la “Calabria Farmacia d’Europa”
Proprio da queste considerazioni nasce la proposta che invierà all’Assessore Regionale all’Agricoltura, Gianluca Gallo. Battista Muraca chiede l’istituzione dell’Osservatorio Agroalimentare Regionale (OAR) per trasformare la qualità in strategia:
- Salute Pubblica: Contrastare l’obesità infantile (piaga che vede la Calabria ai vertici nazionali) promuovendo il consumo di prodotti locali.
- Certificazione e Identità: Sostenere il marchio De.CO e l’agroecologia a “residuo zero”.
- Ricerca: Valorizzare le competenze degli esperti per garantire standard di salubrità ineguagliabili.
Verso i mercati internazionali
L’obiettivo è ambizioso: posizionare la Calabria come la “Farmacia d’Europa”. “La Calabria è pronta,” conclude Muraca, “ma serve una struttura come l’Osservatorio per coordinare la produzione, monitorare i consumi e rendere i nostri prodotti — dalle clementine bio ai nuovi frutti esotici — il perno di un’economia del benessere che non teme confronti.”
