“Prendo atto che il circolo cittadino del Partito Democratico di Cosenza ha ormai definitivamente cambiato natura.
Più che un presidio politico di opposizione e di antagonismo alle destre, più che una casa democratica, più che un luogo di elaborazione alternativa, ieri è apparso per quello che effettivamente è diventato: una passerella e un megafono del centrodestra nostrano.
Perché andare a braccetto con il Vicesegretario Nazionale di Forza Italia, significa prendere ufficialmente posizione.
Infatti, andare a braccetto con costui, significa certificare pubblicamente ciò che la stragrande maggioranza dei cittadini aveva già intuito: il becero patto trasformistico siglato in occasione delle elezioni provinciali non era una “sbandata” episodica, dettata dal vendicativo livore del momento, ma rappresentava invece, l’inizio di un abbraccio politico sempre più evidente. Fortificatosi, poi, al teatro dell’Unical e consacrato, ieri a corso Umberto, da un sensale d’eccezione.
Insomma, il circolo del PD di Cosenza si è trasformato in un accogliente autogrill del centrodestra: quando qui a Cosenza, gli uomini e le donne, amici e amiche di Giorgia Meloni, di Matteo Salvini e di Antonio Tajani hanno bisogno di rifocillarsi, fanno un pit stop a via Rivocati, sede del Circolo PD. E lì trovano conforto e ristoro.
E a essere sinceri, lo scenario assume anche contorni piuttosto divertenti. Talmente divertenti che lo stesso Occhiuto ieri sera ha ironicamente esclamato: “E’ singolare che il nuovo ospedale si presenti nella sede del PD”. Poveri loro!
Perché ieri sera, in platea non c’erano i militanti del PD (salvo il solito striminzito codazzo); non c’era la Città, c’era il cerchio magico e i cortigiani del Governatore.
E qui il sorriso diventa quasi inevitabile.
Perché molti di coloro che ieri sedevano compiaciuti tra i relatori o tra il pubblico, sono gli stessi che fino a poco tempo fa attaccavano ferocemente Occhiuto e la sua maggioranza per aver, a loro dire, “scippato” l’ospedale alla Città di Cosenza.
Sono gli stessi che mi commissionavano articoli durissimi contro quella che, con toni indignati, definivano la gestione scellerata della sanità calabrese targata Occhiuto.
E a testimonianza di tanto ci sono le e-mail e i messaggi WhatsApp, che ove necessario, potrei tranquillamente mostrare.
Solo qualche settimana fa c’era qualcuno che parlava del nuovo ospedale di Cosenza come di un fantasma proiettato nel “limbo” ovvero consegnato alla dispensa delle cose incompiute. Diceva: “Vogliamo fare un’altra cattedrale nel deserto?”
E invece oggi? Oggi, miracolo della transumanza politica, costui si è arruolato, prono, alla fantasmagorica narrazione di Occhiuto.
Solo qualche settimana fa la posizione del circolo PD di Cosenza era testualmente la seguente: “…la scelta dell’allocazione ad Arcavacata del nuovo ospedale Hub di Cosenza, penalizza ingiustificatamente la città capoluogo…la città di Cosenza non può essere defraudata dell’Hub di secondo livello”. E questa posizione è stata votata anche da qualche eccelso “statista” in Consiglio comunale.
E invece oggi? Oggi, tutti uniti dall’odio verso Franz Caruso (anche la localizzazione ad Arcavacata è un meschino atto di pirateria compiuto contro il Sindaco della Città di Cosenza!), da spregiudicati voltagabbana, fanno una ridicola piroetta e ciò che ieri era uno scandalo, oggi diventa visione. Poveracci!
Così il PD cittadino finisce addirittura per tenere “a battesimo il nuovo ospedale di Occhiuto” … a Rende. E così succede che “Occhiuto spiazza il PD…”.
Come per dire: Occhiuto ha platealmente sbeffeggiato i padroni di casa. Poveri loro!
Dopodiché, già la frase in sé rappresenta un ossimoro politico quasi irresistibile: “il nuovo ospedale di Cosenza … a Rende”.
Una formula che racconta da sola il livello del paradosso. Tant’è vero che ieri, qualcuno dal pubblico l’ha sarcasticamente sottolineato.
Più che un paradosso, è una vera e propria truffa delle etichette! Avallata dagli usurpatori del simbolo del PD.
Quegli usurpatori, che votano per Faragalli e qualche sindaco, candidato consigliere provinciale del centrodestra; presentano i libri dei forzisti in compagnia dei leghisti; sono i fiancheggiatori di Occhiuto.
Perché è inutile girarci intorno: lo pseudo circolo del PD di Cosenza, ormai e definitivamente, è una succursale del centrodestra calabrese.
E quello pseudo circolo PD è il nemico capitale della Città di Cosenza.
Perché, ammesso che l’opera si realizzi sul serio ad Arcavacata – al momento però i soldi non ci sono! -, Cosenza sarebbe l’unica città capoluogo di provincia, in tutta Italia a non aver un ospedale.
Sia ben chiaro: non vi è alcuna contrarietà alla nascita di un nuovo Policlinico universitario ad Arcavacata.
Ma non si può consentire che, sull’altare di torbidi interessi, Cosenza venga privata del proprio ospedale.
E allora, la farsa di ieri è stata davvero penosa e patetica. Non ha incantato nessuno. Ha solo tristemente certificato che mentre ieri c’erano i “socialisti” di Berlusconi, oggi ci sono gli “pseudo democratici” di Occhiuto.
A via Rivocati c’è la centrale del trasversalismo e dell’inciucio.
Ieri è andata in scena una miserevole rappresentazione da avanspettacolo che, oltre tutto e fortunatamente, è stato un clamoroso flop.
Perché i cittadini sono stanchi di essere spettatori di camaleonti impegnati ad annaffiare il proprio orticello, di dinosauri campioni di arrivismo, interessati solo a consolidare i propri posizionamenti personali.
Nessuno può più far finta di non veder e di non sentire.
C’è bisogno di coraggio, serietà e coerenza!
Pena l’omertosa complicità”.
Così Giuseppe Ciacco, consigliere comunale e provinciale della città di Cosenza.
