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Riforma dello statuto regionale, Barbuto (M5S): “Bocciare il referendum è un atto di arroganza. La maggioranza ha paura del giudizio dei calabresi”

“Quanto accaduto ieri negli uffici del Consiglio regionale rappresenta una pagina buia per la democrazia della nostra regione. La bocciatura dell’istanza di referendum sulla riforma dello Statuto, presentata dalle minoranze, non è solo uno scontro procedurale, ma un vero e proprio atto di arroganza politica che mira a silenziare la voce dei cittadini”.

Così Elisabetta Barbuto commenta i recenti sviluppi in merito alla riforma dello Statuto della Regione Calabria, che ha visto la maggioranza di centrodestra respingere la richiesta di consultazione referendaria avanzata dalle opposizioni.

“Lo Statuto è la ‘Costituzione’ di tutti i calabresi, non un regolamento di condominio ad uso e consumo di chi governa pro tempore”, incalza Barbuto che era presente ieri negli uffici del Segretariato generale insieme agli altri esponenti dell’opposizione. “Modificarlo a colpi di maggioranza, senza permettere un passaggio referendario che avrebbe garantito la massima partecipazione e condivisione popolare, dimostra una preoccupante chiusura del Palazzo verso l’esterno. Di cosa ha paura il centrodestra? Perché teme il giudizio dei cittadini su norme che cambiano le regole del gioco democratico nella nostra terra?”

Il riferimento è al blocco dell’iter che avrebbe dovuto portare al referendum confermativo, una possibilità prevista dalla Costituzione ma che ieri è stata troncata sul nascere attraverso un’interpretazione restrittiva della normativa regionale.

“L’atteggiamento della maggioranza – continua Barbuto – calpesta non solo le prerogative della minoranza, ma il diritto stesso della cittadinanza a esprimersi su riforme di sistema così profonde. Non si tratta solo di una questione tecnica, ma di una questione di metodo e di rispetto istituzionale. La democrazia non è un ostacolo al potere, ma il suo unico fondamento legittimo. Trincerarsi dietro tecnicismi per evitare il confronto con il corpo elettorale è il segno evidente di una politica che ha perso il contatto con la realtà e con il senso del servizio pubblico”.

“Come Movimento 5 Stelle e come cittadini impegnati per la legalità e la trasparenza – conclude Elisabetta Barbuto – continueremo a denunciare queste derive autoritarie. La Calabria non merita di essere governata da chi considera le istituzioni come una proprietà privata. La nostra battaglia per la partecipazione e per il rispetto delle regole democratiche non si ferma qui”.

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