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I consiglieri comunali di Gioia Tauro: “L’ospedale di Polistena defraudato di reparti e servizi”. FDI e InnovaGioia preoccupati per le conseguenze

“La chiusura del reparto di rianimazione dell’ospedale di Polistena è un avvenimento che non ci sorprende affatto, è stata, anzi, la cronaca di una morte annunciata, un fatto facilmente prevedibile. La naturale prosecuzione dello smantellamento del nostro nosocomio Giovanni XXIII,  nell’ambito di una scellerata gestione della sanità calabrese, portata avanti a suon di sprechi e tagli di spesa dissennati e di commissariamenti altrettanto illogici. Cambiano i nomi, cambiano i volti, ma la musica rimane sempre la stessa: carenza organico, chiusura reparti, de potenziamento delle strutture sanitarie.” Si legge nel Comunicato congiunto dei Consiglieri Comunali di Gioia Tauro, Frachea, Pulimeni e Richichi.

“Una storia già vista all’Ospedale di Gioia Tauro, defraudato, nel corso degli anni, di ogni reparto e servizio, convertito in centro covid con l’avvento dell’emergenza virus, che è stata utilizzata per arrivare alla cancellazione silenziosa di quel che era residuato di un nosocomio, in passato, perfettamente funzionante. Adesso, la stessa sorte toccherà, presumibilmente, al presidio Santa Maria degli Ungheresi, su cui era stata dirottata tutta l’utenza della Piana, circa 200mila anime, dopo la chiusura dell’ospedale di Gioia Tauro. Ciò ha creato una situazione vergognosa e disumana per i malati, costretti a code interminabili e logoranti e a spostamenti spesso problematici per ottenere anche le prestazioni più basilari, con un veloce collasso della struttura, incapace di reggere all’urto di un tale aumento  esponenziale di richiesta di prestazioni sanitarie senza un supporto adeguato di strumenti e personale.” Proseguono i Consiglieri.

Continuano così: “Con buona pace del diritto alla salute dei cittadini della Piana, ridotti allo stato di sudditi.
Da anni siamo costretti all’emigrazione sanitaria, a viaggi della speranza per ottenere assistenza di buon livello, che ci è negata nella nostra regione. Il corona virus sembrava avesse, definitivamente, scoperchiato il pentolone della malasanità calabrese, non si è parlato d’altro per settimane, si sono interessate della questione tante trasmissioni televisive mandate in onda da reti nazionali, le promesse di risanamento sono fioccate da ogni dove, tanto che ci avevamo creduto. Poi, la vita “normale” ha ripreso il suo corso e il declino inesorabile della nostra sanità pure. Ma a tutto dovrebbe esserci un limite!”

“La chiusura del reparto di rianimazione di Polistena è un oltraggio all’intelligenza e alla dignità di tutti gli abitanti della Piana, è la negazione concreta del diritto di sopravvivenza, perché anche i casi che necessitano di cure intensive e rianimazione verranno fatti convergere a Reggio Calabria, mettendo a repentaglio la possibilità di interventi salvavita tempestivi. Il GOM è già nel caos, verrà portato anch’esso al tracollo. Senza contare che il rialzo dei contagi che si sta registrando negli ultimi giorni richiederebbe, semmai, una maggiore disponibilità di posti in terapia intensiva e non certo la chiusura di tali reparti.” Si continua a leggere.

E ancora:”In queste condizioni, chi avrà la disponibilità economica e il tempo che le varie malattie potranno concedere, dovrà affrontare spostamenti verso il Nord o ricorrere alle strutture private presenti in loco per assicurarsi assistenza celere, che dovrebbe essere garantita a tutti, mentre le fasce più deboli dovranno affidarsi ad un sistema sanitario farsa e sottoporsi alle lungaggini spaventose ed esasperanti delle liste d’attesa, anche nei centri privati convenzionati. Il malfunzionamento del pubblico penalizza, ovviamente, i malati e diventa business per i privati. Decenni di gestione indegna hanno creato un buco di milioni, una voragine che ha inghiottito il diritto alla salute di tutti i calabresi, con la complicità di quei politici che c’erano, ma non hanno mosso un dito e adesso si strappano le vesti e gridano allo scandalo perché hanno fatto la scoperta dell’acqua calda. I commissariamenti che si sono succeduti hanno solo peggiorato la situazione, non sono state messe in atto misure di risanamento compatibili con la tutela sanitaria delle persone, sono stati previsti soltanto tagli e chiusure.”

A conclusione del loro intervento i consiglieri affermano: “L’intero ospedale di Polistena è a rischio, l’ospedale di Gioia Tauro è, di fatto, inesistente, cosa ne sarà dei malati della Piana? Come potremo tutelare la nostra vita? Ad oggi non abbiamo notizia di alcuna reazione da parte della nostra Amministrazione, che già in passato si è dimostrata molle e rinunciataria sul fronte della sanità.Noi, al contrario, ci siamo sempre battuti con impegno e determinazione per la tutela del diritto alla salute dei cittadini gioiesi e continueremo a farlo.Chiediamo, perciò, al Sindaco Alessio di promuovere un incontro con i vertici dell’Asp per rivedere immediatamente la disposizione di chiusura del reparto in questione e contatteremo direttamente il Governatore Occhiuto per sollecitare un suo intervento al fine di una soluzione che restituisca dignità di cittadini ai malati del nostro territorio.”

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