Stringere rapporti commerciali tra Italia e Kosovo, ma soprattuto puntare alla internazionalizzazione dei prodotti per valorizzare le esperienze produttive della Calabria e i territori nei quali le aziende operano e sono custodi di bioversità. E’ questo il senso profondo della spedizione dell’Associazione Italiana Coltivatori Calabria che nei giorni scorsi ha partecipato all’Agrofood Business Forum dedicato all’internazionalizzazione dell’agroalimentare italiano in Kosovo. L’evento organizzato da AIC con il patrocinio del Governo della Repubblica del Kosovo, in collaborazione con l’Ambasciata della Repubblica del Kosovo in Italia ha visto la partecipazione di AICO – Associazione Italiana Consumer, dei ministri e dei rappresentati istituzionali italiani e kosovari, del presidente nazionale AIC, Giuseppino Santoianni, del vicepresidente nazionale AIC Donato Scaglione, del Consigliere per l’export del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Nicola Caputo, e del presidente nazionale AICO, Ylli Pace, e del vicepresidente AICO, Francesca Tosto.
«Quello con il Kosovo – ha dichiarato Giuseppino Santoianni, presidente di AIC – è un rapporto consolidato nel tempo grazie a progetti e sinergie istituzionali che abbiamo costruito con un grande lavoro di relazione e accompagnamento della filiera agricola, che ha sposato il modello calabrese come elemento di valore per la filiera produttiva. Il forum è stato uno strumento utile a consolidare i rapporti economici e commerciali tra Italia e Kosovo e strategia utile di valorizzazione per presentare, ad un mercato in continua evoluzione, le aziende regionali che si presentano nei contesti fieristici internazionali con prodotti di qualità e una forte identità territoriale e di racconto».
Il lavoro di AIC in questo senso è quello di creare sempre più occasioni di confronto e promozione per sottolineare come qualità delle produzioni, modelli di governance aziendali, storie familiari e custodia della biodiversità sono gli elementi essenziali, uniti alla formazione e alla tutela dei diritti, per un sistema agricolo di spessore che vuole presentarsi sui mercati e promuovere le identità alimentari che fanno grande l’Italia e la Calabria.
«La nostra è una visione d’insieme che sostiene e valorizza le storie imprenditoriali di chi ha creduto nel territorio ed è rimasto al Sud ed in Calabria in particolare – ha aggiunto Giuseppino Santoianni – per dare corpo e nuova linfa alle storie dei nonni e dei padri dai quali molti hanno ereditato aziende ed esperienze, ma anche ai tanti giovani che hanno scelto l’agricoltura come spazio di resilienza e sviluppo economico sostenibile e contemporaneo, diventando il valore aggiunto dei territori di appartenenza ed esempio per altre esperienze e professionalità che trovano il coraggio di tornare ed investire. Questi sono i modelli di cui andiamo orgogliosi e che presentiamo al mondo in sinergia con le strutture della nostra organizzazione come Aico che ci aiuta ad intessere relazioni istituzionali e culturali tra l’Italia e il resto del mondo».
