Il 23 maggio 2026, presso la Casa di Reclusione “Luigi Daga” di Laureana di Borrello avrà inizio il corso professionale per “Assaggiatori di oli vergini di oliva” destinato ai detenuti, che si concluderà il 27 giugno con gli esami finali e il rilascio degli attestati. Il corso, tenuto da personale docente dell’Arsac, è tra quelli previsti nel protocollo di intesa siglato tra la Casa di Reclusione, l’Arsac, la Pastorale della cura del Creato per la Conferenza Episcopale Calabra e l’Archeoclub d’Italia APS.
Il protocollo, tenacemente voluto da tutti i partner e che reca l’emblematico nome “Coltivare Speranze”, si articola su una serie di attività che ruotano intorno alla riscoperta di un olivo assai particolare, dai frutti bianchi come confetti, conosciuto come “Olivo della Madonna”, assai diffuso nei secoli passati nelle campagne calabresi, ma col tempo quasi scomparso e dimenticato.
La necessità della sua salvaguardia, assicurata dalla messa a dimora presso i luoghi di culto a cura di Archeoclub, ma soprattutto il suo valore – simbolico, paesaggistico e produttivo- hanno fatto nascere l’idea della possibilità della sua riproduzione e coltivazione all’interno degli istituti carcerari, con successiva donazione degli alberelli alla Conferenza Episcopale Calabra per la loro diffusione. Accanto a quest’attività di cura e donazione si è aggiunta, come naturale corollario, quella di formazione sul campo, attraverso i corsi professionali tenuti dall’Arsac, sempre pertinenti alle attività colturali, e l’impegno fattivo del personale interno alla Casa di reclusione.
Quando enti e associazioni operano, come nel caso, in sinergia e sintonia i frutti sono assicurati; perché, esattamente come l’albero a cui si ispirano, non si riducono a semplici desideri, ma, grazie alla fatica comune della cura, diventano percorsi e speranze concreti.
